
Un maestro stava per iniziare il suo sermone quando un uccellino attaccò a cantare. Il maestro non parlò e tutti ascoltarono l'uccellino. Cessato il canto, il maestro disse: "Bene, il sermone è terminato", e così se ne andò.
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La noia è importante nella pratica della meditazione in quanto aumenta la sottigliezza psicologica del praticante. Si comincia ad apprezzare la noia e ad elaborarla finché non si trasforma in una noia fresca, come un torrente di montagna, che fluisce e rifluisce, metodicamente e ripetitivamente, ed è molto fresco e corroborante. Le montagne non si stancano mai d'essere montagne e le cascate non si stancano mai d'essere cascate. Noi arriviamo ad apprezzarle in virtù della loro pazienza. C'è qualcosa in tutto questo... Se dobbiamo salvarci dal materialismo spirituale e dal buddhadharma senza credenziali, se dobbiamo trasformarci nel dharma senza credenziali, l'accoglienza della noia e della ripetitività è estremamente importante.
Chögyam Trungpa

Come un albero che, sebbene abbattuto, seguita a produrre polloni dal ceppo finché la radice non vien divelta, così pure la latente sete di sensazioni, finché non è del tutto sradicata, seguita a rigenerare il dolore.
Dhammapada, 338

Ci si alleni a fare un bene che duri a lungo e produca felicità: si realizzi la generosità, la pace interiore e il pensiero colmo di benevolenza; realizzando queste tre condizioni che portano alla felicità, il saggio certamente rinasce nel beato mondo imperturbato.
Itivuttaka III, 2

Se squilibriamo la natura, il genere umano ne soffrirà. Inoltre dobbiamo considerare le generazioni future: un ambiente pulito è un diritto dell'uomo come qualsiasi altro. È quindi parte della nostra responsabilità verso gli altri accertarsi che il mondo su cui passiamo resti sano come lo abbiamo trovato, se non di più.
Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama
Sonetto sulla Creazione
Di Admin (del 07/02/2008 @ 14:44:45, in Perle di Saggezza, linkato 395 volte)
Sonetto sulla Creazione
Curioso scrutatore della natura intera,
Ho conosciuto del gran tutto il principio e la fine,
Ho visto l'oro in potenza nel fondo della sua cava,
Ho afferrato la sua materia e sorpreso il suo lievito.
...Spiegai con quale arte l'anima nei fianchi di una madre
Edifica la propria dimora, la porta via, e come un vinacciolo
Posto vicino a un chicco di grano, sotto l'umida polvere,
L'uno pianta e l'altro ceppo, sono il pane e il vino.
Nulla vi era, dio volle, nulla diviene qualcosa,
Ne dubitavo, cercai su che cosa l'universo posa,
Nulla serbava l'equilibrio e serviva da sostegno.
Infine, con il peso dell'elogio e del biasimo,
Io pesai l'eterno, lui chiamò la mia anima,
Io morii, adorai, non sapevo più nulla.

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