Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Il non Amore

Di Admin (del 18/04/2008 @ 14:50:11, in Aivanhov Omraam Mikhael , linkato 193 volte)

Per la maggioranza degli esseri umani, amare significa chiedere, esigere, reclamare. Eh sì, traduzione letterale! Si comportano in questo modo di fronte al Signore, e lo fanno anche di fronte alle persone che pretendono di amare: le perseguitano con le loro esigenze e, qualunque cosa ricevano , sono sempre insoddisfatti. Allora, ancora una volta, ecco un criterio: volete sapere se voi amate veramente gli esseri? È semplice: provate per loro riconoscenza? Se non avete nulla da reclamare, se siete spinti a ringraziarli con le parole - o anche solo con il pensiero - perché sono con voi, perché esistono, allora potete essere sicuri che li amate. Altrimenti, chiamate i vostri sentimenti con i nomi che volete, ma in ogni caso non è l'amore.

 

Omraam Mikhael Aivanhov

 

Spunti di Lettura
Omraam Michaël Aïvanhov
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Il giardino giapponese Karesansui

Di Admin (del 17/04/2008 @ 15:55:54, in Feng Shui, linkato 191 volte)

di Diana De Sarrazin  
  
I paesaggi Zen nacquero per aiutare i sacerdoti a comprendere meglio lo Zen e i suoi concetti. Composto da rocce, sabbia e pochissimi o nessun vegetale, è l'espressione più tipica della semplicità, del minimalismo tipico della filosofia Zen.  
I giardinieri giapponesi hanno sempre venerato la Natura, le stagioni e il paesaggio. Fin dalle origini, i giardini formali in Giappone, rappresentano montagne, cascate, laghi e fiumi del mondo naturale. Usano materiali naturali come il legno, il bambù, rocce e sassi, enfatizzando le forme delle piante e degli alberi e i vari colori del fogliame e il muschio. Diversi sono i tipi di giardini: giardini di colline e pozzi con isole e ponti, giardini del the con lanterne e bacinelle d'acqua, fino ai giardini di pietra Zen con l'importanza del muschio e dei sassi.

Ed è proprio di questi ultimi che parleremo. Non importa quanto grande o piccolo sia il tuo spazio, ci sono mille possibilità di creare un giardino Zen, un posto naturale di pace e tranquillità.

Karesansui
La traduzione del termine giapponese Karesansui è "giardini di pietra" e implicita vi è una molteplicità di segnali, di simboli che fanno girare il Ch'i in maniera fluida e scorrevole, nell'intento di riuscire a esprimere un linguaggio poetico. Pietre che devono essere messe d'accordo parallelamente allo studio del terreno e non a caso, pietre di un determinato colore, di dimensioni definite, pietre che diventano poesia e che sanno trasmettere pace e armonia.

Quando si costruisce un giardino di pietra, karesansui, bisogna prima di tutto modellare il terreno come se fosse la base di una montagna o la collina di un campo e dopo disporre le pietre per far sì che facciano parte del disegno globale. Ci sono diversi principi di base per qualificare le pietre secondo la loro forma e l'uso specifico. La forma più importante è quella più alta. Le altre includono quelle orizzontali, piatte, rotonde, quelle che riflettono una piccola collina e quelle che sono appoggiate diagonalmente.

Il vero fulcro della meditazione nel giardino Zen sono le isole che rappresentano l'immortalità, la longevità e la salute. Molti giapponesi tengono nei loro giardini singole rocce che rappresentano le montagne e due antichi simboli tradizionali che nella loro cultura indicano longevità: testuggini e gru. Queste isole sono anche intese come "isole di pensiero" e il loro numero è fondamentale: non devono mai essere pari e mai quattro, perché questo ideogramma è simile a quello della morte.

Le rocce sono anche qualificate in accordo al terreno: montagna, fiume, valle e costa, perché il loro significato dipenderà anche da dove sono state raccolte. Quando si disegna un giardino di pietra, da considerare è il punto dove collocare la pietra più grossa, più imponente e la più bella, e da questo momento considerare gli altri elementi che circondano questa pietra.

L'assenza dell'acqua non è assoluta, dato che è rappresentata dalla ghiaia, rastrellata a disegni che ne simulano il movimento e la luce, rendendo le rocce delle isole. Se invece una pietra è circondata da fiori, un caso raro, poiché questi giardini sono "secchi", essa rappresenterà una divinità.

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La strada

Di Admin (del 16/04/2008 @ 14:51:17, in Aivanhov Omraam Mikhael , linkato 199 volte)

Avete la sensazione profonda di aver trovato la strada giusta?
Allora, seguitela senza chiedere l'opinione di nessuno.
Se volete assolutamente porre delle domande, ponetele alla vostra anima, al vostro spirito, al vostro Dio interiore.
Obietterete che non avete mai ricevuto la minima risposta da loro: ebbene, vi sbagliate.
Ogni volta che interrogate il principio divino che è in voi, ricevete una risposta.
Se non la sentite, significa che i muri della vostra coscienza sono troppo spessi.
Diminuite lo spessore di quei muri, e constaterete che ogni volta vi viene data una risposta.
Quando avete bisogno di essere guidati, rivolgete la vostra domanda al Cielo: fatelo sinceramente, intensamente. Una volta espressa la domanda, non pensateci più: la risposta verrà, entro un lasso di tempo più o meno lungo, tramite un animale, un oggetto, una frase letta o ascoltata, l'incontro con una persona, un sogno.
Naturalmente, per riconoscerla bisogna saper essere attenti.
Se ci riuscirete, sarete stupiti nel vedere il modo in cui il mondo invisibile vi dà le sue risposte.

Omraam Mikhael Aivanhov

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Il cuore dell'insegnamento di Krishnamurti

Di Admin (del 16/04/2008 @ 00:21:06, in Jiddu Krishnamurti, linkato 120 volte)

Ecco come Krishnamurti, su richiesta della sua biografa Mary Lutyens, riassunse il proprio insegnamento:

 

Il cuore dell'insegnamento di Krishnamurti è contenuto nell'affermazione fatta nel 1929: "La verità è una terra senza sentieri". L'uomo non può raggiungerla attraverso nessuna organizzazione, credo, dogma, clero, o rituali, né attraverso lo studio filosofico, o le tecniche psicologiche. Deve trovarla attraverso lo specchio dei rapporti, attraverso il riconoscimento dei contenuti della propria mente e l'osservazione, e non mediante l'analisi intellettuale o la dissezione introspettiva. Gli uomini hanno costruito in se stessi le immagini della propria sicurezza, religiose, politiche e personali, che si esprimono come simboli idee e credenze. Il loro peso domina il pensiero, i rapporti, la vita quotidiana dell'uomo. Sono la causa dei nostri problemi, perché in qualunque rapporto dividono le persone. La nostra percezione è modellata dai concetti già formati nella mente. Il contenuto della nostra coscienza è la coscienza stessa, ed è comune a tutta l'umanità. La personalità consiste soltanto nel nome, nella forma e nella cultura ricavata dall'ambiente. La specificità dell'individuo non sta nei fattori superficiali, ma nella totale libertà dal contenuto della coscienza. La libertà non è una reazione, la libertà non è una scelta. E' una pretesa umana pensare che la possibilità di scelta sia libertà. La libertà è pura osservazione senza movente; la libertà non si situa alla fine dell'evoluzione umana, ma nel primo momento della sua esistenza. L'osservazione porta a scoprire la mancanza di libertà. La libertà risiede nella consapevolezza priva di scelta della vita quotidiana. Il pensiero è tempo. Il pensiero nasce dalle esperienze e dalle conoscenze, che sono inseparabili dal tempo. Il tempo è il nemico psicologico dell'uomo. Il nostro agire si basa sul conosciuto e quindi sul tempo, e così l'uomo è continuamente schiavo del passato. Diventando consapevoli del movimento della coscienza, possiamo osservare la divisione tra il pensatore e il pensiero, tra osservatore e osservato, tra il soggetto dell'esperienza e l'esperienza. Scopriremo che questa divisione è illusoria. Allora rimane la pura osservazione, che è intuizione senza residuo del passato. L'intuizione priva di tempo induce un profondo e radicale cambiamento nella mente. La negazione totale è l'essenza della positività. Dove c'è negazione di tutto ciò che non è amore (cioè desiderio e piacere), allora c'è amore, con la sua compassione e intelligenza.

 
Jiddu Krishnamurti (Londra, 21 ottobre 1980)
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I quattro animali celesti

Di Admin (del 15/04/2008 @ 15:53:47, in Feng Shui, linkato 142 volte)

di Francesco Rossena   
  
Il primo criterio di progettazione di un edificio, secondo la pratica del Feng Shui, consiste nell'analisi del territorio sul quale sorgerà e che lo circonderà, al fine di assicurare il miglior benessere per gli abitanti.  
Anticamente ci si rivolgeva al Feng Shui per scegliere il luogo ideale sul quale erigere il villaggio. Questo doveva nascere in un ambiente idoneao, che svolgesse una duplice funzione: quella di favorire una facile comunicazione con gli agglomerati vicini e al contempo proteggerne i confini.
Ogni lato dell'abitato, doveva essere difeso in modo corretto e adeguato. Per questo motivo nel paesaggio dovevano riconoscersi le presenze dei 4 animali celesti o emblematici che, a giusto titolo, possiamo definire come i guardiani delle 4 direzioni.

Una buona analisi Feng Shui parte dallo studio delle forme delle colline o degli edifici che circondano la costruzione in oggetto, con il chiaro obiettivo di cercare di equilibrare l'elemento dell'edificio con quello predominante dell'ambiente circostante. La casa deve confondersi e quindi fondersi con l'ambiente.

E' così che l'esperto ricerca nel paesaggio i segni della presenza del drago e della tigre che rappresentano sia le influenze eoliche e acquatiche, sia le correnti magnetiche che attraversano la terra. Tali presenze si manifestano, in un contesto rurale, sotto forma di colline flessuose e armoniose e assumono, in un ambiente urbano, le sembianze di case e palazzi più o meno elevati.
Alle spalle dell'edificio deve esserci poi la protezione di una catena di colline raffiguranti la tartaruga, che offrono protezione e sicurezza, mentre davanti, la vista deve essere aperta e ariosa tale da favorire il movimento e le relazioni. E' quest'ultimo il settore identificato con la fenice rossa, foriera, nella mitologia, di pace e di prosperità.

Se pensiamo per un attimo alla nostra casa come ad una poltrona, possiamo comprendere che se essa possiede un comodo schienale, due braccioli resistenti ed è posizionata in modo tale da consentirci di poter accavallare e distendere le gambe, potrà assolvere a tutte le funzioni per le quali è stata progettata procurandoci piacere e benessere.

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L'energia del cambiamento

Di Admin (del 14/04/2008 @ 14:53:37, in Aivanhov Omraam Mikhael , linkato 132 volte)

Ci sarebbero molte cose da correggere nella società, è vero, ma le trasformazioni non devono avvenire con la violenza. D'altra parte, i veri cambiamenti non si realizzano mai con la violenza. La violenza genera sempre mali peggiori di quelli che pretende di combattere. Allora, come trasformare la società? Col nostro modo di vivere: cambiando innanzitutto noi stessi, possiamo smuovere il mondo intero. È quanto ci annuncia l'Insegnamento della Fratellanza Bianca Universale; esso ci fornisce tutte le regole, tutti i metodi, affinché, lavorando su noi stessi, diveniamo un giorno la prova che è possibile creare una società migliore. L'umanità può diventare una fratellanza, una famiglia, ma a tale scopo bisogna che qualcuno cominci a dare l'esempio e che riesca ad imporsi. Sì, ad imporsi, ma senza violenza: imporsi unicamente con la nobiltà, la grandezza, la luce, la bellezza. Chi non è capace di imporsi in questo modo non deve pretendere di trasformare la società.

Omraam Mikhael Aivanhov

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