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<title>Nucleosintesi</title><link>http://www.nucleosintesi.net/dblog/</link>
<description>Nucleosintesi</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[La fonte del conflitto]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Vi sono due tipi di apprendimento: uno consiste nel memorizzare ci&ograve; che viene imparato per poi osservare tramite la memoria - ed &egrave; questo che molti di noi chiamano apprendimento - e l'altro consiste nell'imparare attraverso l'osservazione, senza immagazzinarlo come ricordo. Per dirla in un altro modo: un modo di apprendimento &egrave; imparare qualcosa a memoria, in modo che rimanga immagazzinato nel cervello come conoscenza e successivamente agire secondo tale conoscenza abilmente o maldestramente; quando si frequenta la scuola e l'universit&agrave;, si accumulano molte informazioni, e in base a tale conoscenza si agisce in modo benefico per se stessi e per la societ&agrave;, ma si &egrave; incapaci di agire semplicemente, direttamente.  L'altra specie di apprendimento - cui non si &egrave; altrettanto abituati, perch&eacute; si &egrave; schiavi delle abitudini, delle tradizioni, di ogni conformismo - consiste nell'osservare senza l'accompagnamento della conoscenza pregressa, guardare qualcosa come se fosse la prima volta. Se uno osserva qualcosa in questo modo, non vi &egrave; la coltivazione della memoria; non &egrave; come quando uno osserva e tramite tale osservazione accumula il ricordo in modo che la prossima volta che l'osserva lo fa attraverso quello schema della memoria, e perci&ograve; non l'osserva pi&ugrave; ex novo.</span></p>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">E' importante avere una mente che non sia costantemente occupata, costantemente intenta a chiacchierare. Per la mente non occupata, pu&ograve; germinare un nuovo seme, qualcosa d'interamente diverso dalla coltivazione della conoscenza e dall'azione basata su tale conoscenza.&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Osservate i cieli, la bellezza delle montagne, gli alberi, la luce tra le fronde. Questa osservazione, immagazzinata nella memoria, impedir&agrave; che la prossima osservazione sia nuova. Quando uno osserva la moglie o un amico, pu&ograve; osservare senza l'interferenza della registrazione dei precedenti episodi di quel particolare rapporto? Se uno pu&ograve; osservare l'altro senza l'interferenza della conoscenza precedente, impara molto di pi&ugrave;.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">La cosa pi&ugrave; importante &egrave; osservare: osservare e non avere una divisione tra l'osservatore e l'osservato. Generalmente vi &egrave; una divisione apparente tra l'osservatore, che &egrave; la somma totale dell'esperienza passata, in quanto memoria, e l'osservato ... cos&igrave; &egrave; il ,passato che osserva. La divisione tra osservatore e osservato &egrave; la fonte del conflitto.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">E' possibile che non vi sia conflitto, in tutta una vita? Tradizionalmente, si accetta che debba esservi questo conflitto, questa lotta, questo dissidio perpetuo, non solo fisiologicamente, per sopravvivere, ma psicologicamente, tra desiderio e paura, simpatia e antipatia, e cos&igrave; via. Vivere senza conflitto &egrave; vivere una vita senza sforzo, una vita in cui vi &egrave; pace. L'uomo ha vissuto, per secoli e secoli, una vita di battaglia, di conflitti esteriori e interiori; una lotta costante per conseguire qualcosa, e la paura di perdere, di ricadere indietro. Si pu&ograve; parlare all'infinito di pace, ma non vi sar&agrave; pace finch&eacute; si &egrave; condizionati ad accettare il conflitto. Se uno dice che &egrave; possibile vivere in pace, allora &egrave; soltanto un'idea, e perci&ograve; non ha valore. E se uno dice che non &egrave; possibile, allora blocca ogni indagine.&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Esaminiamolo prima psicologicamente; &egrave; pi&ugrave; importante che farlo fisiologicamente. Se uno comprende in profondit&agrave; la natura e la struttura del conflitto, psicologicamente, e magari vi pone fine, allora pu&ograve; essere in grado di affrontare il fattore fisiologico. Ma se uno s'interessa solo del fattore fisiologico, biologico, per sopravvivere, allora probabilmente non ci riuscir&agrave;.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Perch&eacute; vi &egrave; questo conflitto, psicologicamente? Fin dai tempi pi&ugrave; antichi, socialmente e religiosamente, c'&egrave; sempre stata una divisione tra il bene e il male. Questa divisione esiste realmente, oppure c'&egrave; soltanto ci&ograve; che &egrave; &quot; senza il suo contrario? Supponiamo che via sia collera questo &egrave; un fatto, &quot; ci&ograve; che &egrave; &quot;; ma &quot; io non andr&ograve; in collera &quot; &egrave; un idea, non &egrave; un fatto.&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Uno non discute mai tale divisione, l'accatta perch&eacute; &egrave; tradizionalista per abitudine, e non vuol saperne di qualcosa di nuovo. Ma c'&egrave; un altro fattore: c'&egrave; una divisione tra l'osservatore e l'osservato. Quando uno guarda una montagna, la guarda come osservatore e la chiama montagna. La parola non &egrave; la cosa. La parola &quot; montagna &quot; non &egrave; la montagna, ma per l'interessato la parola &egrave; molto importante: quando guarda, vi &egrave; istantaneamente la risposta &quot; quella &egrave; una montagna &quot;. Ora, uno pu&ograve; guardare la cosa chiamata &quot; montagna&quot; senza la parola, perch&eacute; la parola &egrave; un fattore di divisione? Quando uno dice &quot; mia moglie &quot;, la parola &quot; mia &quot; crea divisione. La parola, il nome, la parte del pensiero. Quando uno guarda un uomo o una donna, una montagna o un albero, qualunque cosa sia, si opera una divisione quando il pensiero, il nome, il ricordo vengono posti in essere.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Uno pu&ograve; osservare senza l'osservatore, che &egrave; l'essenza di tutti i ricordi, le esperienze, le reazioni e cos&igrave; via, tutti provenienti dal passato? Se uno guarda qualcosa senza la parola e i ricordi del passato, allora osserva senza l'osservatore. Quando uno fa ci&ograve;, vi &egrave; solo l'osservato, e non vi &egrave; divisione n&eacute; conflitto, psicologicamente. Uno pu&ograve; guardare la propria moglie o il proprio amico pi&ugrave; intimo senza il nome, la parola e tutta l'esperienza accumulata&quot; in quel rapporto? Quando guarda cos&igrave;, guarda l'altro - o l'altra - per la prima volta.&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">E' possibile vivere una vita completamente libera da ogni conflitto psicologico? Uno ha osservato il fatto: baster&agrave;, se lascia stare il fatto. Finch&eacute; vi &egrave; divisione tra l'osservatore che crea le immagini, e il fatto - che non &egrave; immagine ma soltanto fatto - deve esserci conflitto perpetuo. E' una legge. Ma si pu&ograve; porre fine al conflitto.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Quando vi &egrave; la fine del conflitto psicologico - che &egrave; parte della sofferenza - allora, in che modo influisce sulla vita, sui rapporti con gli altri? In che modo la fine della lotta psicologica, con tutti i suoi conflitti, il suo dolore, le sue ansie, le sue paure, in che modo si riferisce alla vita quotidiana, al lavoro d'ufficio, eccetera eccetera? Se &egrave; un fatto che uno ha posto fine al conflitto psicologico, allora come vivr&agrave; una vita senza conflitti esteriori? Quando non vi &egrave; conflitto interiore, non vi &egrave; conflitto all'esterno, perch&eacute; &quot;non vi &egrave; divisione&quot; tra l'interiore e l'esteriore. E come il flusso e il riflusso del mare. E' un fatto assoluto, irrevocabile, che nessuno pu&ograve; toccare; &egrave; inviolato. Quindi, se &egrave; cos&igrave;, cosa far&agrave; uno per guadagnarsi da vivere? Poich&eacute; non Vi &egrave; conflitto, non vi &egrave; ambizione. Poich&eacute; interiormente vi &egrave; qualcosa di assoluto che &egrave; inviolato, che non pu&ograve; essere toccato n&eacute; danneggiato, allora uno non dipende psicologicamente da un altro; perci&ograve; non vi &egrave; conformismo n&eacute; imitazione. Quindi, non avendo tutto questo, uno non &egrave; pi&ugrave; pesantemente condizionato dal successo e dall'insuccesso nel mondo del denaro, della posizione, del prestigio, che implica la negazione di &quot;ci&ograve; che &egrave; &quot; e l'accettazione di &quot; ci&ograve; che dovrebbe essere &quot;.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Poich&eacute; uno nega &quot; ci&ograve; che &egrave; &quot; e crea l'ideale di &quot; ci&ograve; che dovrebbe essere &quot;, vi &egrave; conflitto. Ma osservare ci&ograve; che &egrave; effettivamente significa che uno non ha contrario, solo &quot; ci&ograve; che &egrave; &quot;. Se osservate la violenza e usate la parola &quot; violenza &quot;, c'&egrave; gi&agrave; conflitto, la parola stessa &egrave; gi&agrave; distorta; vi sono persone che approvano la violenza e altre che non l'approvano. L'intera filosofia della non violenza &egrave; distorta, politicamente e religiosamente. C'&egrave; la violenza e il suo contrario, la non violenza. Il contrario esiste perch&eacute; voi conoscete la violenza. Il contrario ha radice nella violenza. Uno pensa che, avendo un contrario, con qualche metodo o mezzo straordinario, si sbarazzer&agrave; di &quot; ci&ograve; che &egrave; &quot;.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Ora, si pu&ograve; accantonare il contrario e guardare semplicemente la violenza, il fatto? La non violenza non &egrave; un fatto. La non violenza &egrave; un'idea, un concetto, una conclusione. Il fatto &egrave; la violenza: uno &egrave; in collera, odia qualcuno, vuol far male alla gente, &egrave; geloso: tutto questo &egrave; l'implicazione della violenza, che &egrave; il fatto. Ora, si pu&ograve; osservare il fatto senza introdurre il suo contrario? Perch&eacute; allora uno ha l'energia - che prima veniva sprecata cercando di realizzare il contrario - per osservare &quot; ci&ograve; che &egrave; &quot;. In quell'osservazione non c'&egrave; conflitto.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Perci&ograve;, cosa far&agrave; un uomo che ha compreso questa esistenza straordinaria e complessa basata sulla violenza, il conflitto e la lotta, un uomo che ne &egrave; effettivamente libero, non teoricamente, ma effettivamente libero? Il che significa assenza di conflitto. Che cosa far&agrave; al mondo? Formuler&agrave; questa domanda, se &egrave; interiormente, psicologicamente, interamente libero da conflitti? Ovviamente no. Solo l'uomo in conflitto dice: &quot; Se non vi &egrave; conflitto, sar&ograve; alla fine, verr&ograve; annientato dalla societ&agrave; perch&eacute; la societ&agrave; &egrave; basata sul conflitto&quot;.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Se uno &egrave; consapevole della propria coscienza, che cos'&egrave;? Se &egrave; consapevole, vedr&agrave; che la sua coscienza &egrave; - in senso assoluto - nel disordine totale. E contraddittorio dire una cosa, fare qualcosa d'altro, cercando sempre qualcosa. Il movimento totale &egrave; entro un'area limitata e priva di spazio, e in quel poco spazio c'&egrave; disordine.</span></div>
<div style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Uno &egrave; diverso dalla propria coscienza? Oppure &egrave; quella coscienza? quella coscienza. Allora, &egrave; consapevole di trovarsi nel disordine totale? Alla fine, quel disordine porta alla nevrosi, ovviamente: perci&ograve; ci sono tutti gli specialisti della societ&agrave; moderna, gli psicoanalisti, gli psicoterapeuti e cos&igrave; via. Ma interiormente c'&egrave; ordine? Oppure c'&egrave; disordine? Uno pu&ograve; osservare questo fatto? E cosa avviene quando uno osserva senza scegliere... cio&egrave; senza distorsioni? Dove c'&egrave; disordine, deve esserci conflitto. Dove c'&egrave; ordine assoluto, non c'&egrave; conflitto. E c'&egrave; un ordine assoluto, non relativo. Ci&ograve; pu&ograve; avvenire in modo naturale e facile, senza conflitto, solo quando uno &egrave; consapevole di se stesso quale coscienza, consapevole della confusione, del tumulto, delle contraddizioni, osservando esteriormente senza distorsione. Allora da questo deriva naturalmente, dolcemente, facilmente, un ordine irrevocabile.</span></div>
<div style="text-align: justify; ">&nbsp;</div>
<p style="text-align: center; "><i><b><span style="color: rgb(255, 0, 0); ">Spunto di lettura</span></b></i></p>
<p style="text-align: center; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 15px; "> </span></p>
<h2 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 12px/15px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(153, 153, 153); font-size: 1.4em; line-height: 1.1em; font-weight: bold; text-align: center; "><font class="Apple-style-span" color="#000000" size="3"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 15px;"><font class="Apple-style-span" size="5"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px; line-height: 18px;"><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; line-height: 15px; font-size: 12px; ">
<h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 12px/15px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(1, 152, 225); font-size: 1.9em; line-height: 1.1em; font-weight: bold; "><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-mia-strada-a-la-tua-strada-ed-economica.php?pn=1257">La Mia Strada &egrave; La Tua Strada</a></h1>
<p><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-mia-strada-a-la-tua-strada-ed-economica.php?pn=1257"><img width="101" height="160" src="http://s2.macrolibrarsi.it/data/cop/big/m/mia-strada-tua-strada-krish.jpg?1257521812" alt="La Mia Strada &egrave; La Tua Strada" style="border-top-style: none; border-right-style: none; border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-width: initial; border-color: initial; " /></a></p>
<p style="text-align: justify; "><span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "><b>Questo primo volume delle sue Meditazioni sul vivere contiene riflessioni sull'amore, la solitudine, la gelosia, il lavoro, la politica, il rapporto fra individuo e societ&agrave;, il potere, le ideologie.</b></span></p>
</span></span></font></span></font></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><br /><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/mimbo2/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/jiddu+krishnamurti' target='_blank' rel='tag'>jiddu krishnamurti</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/+maestri+spirituali' target='_blank' rel='tag'> maestri spirituali</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/la-fonte-del-conflitto-186.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/la-fonte-del-conflitto-186.asp</guid>
	<dc:date>2010-06-25T04:30:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La mente e l'incognito]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small; "><span style="font-size: small; "><b>La mente non pu&ograve; spingersi nell'incognito.</b></span></span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Pu&ograve; ci&ograve; che &egrave; incommensurabile essere trovato da te e da me? Pu&ograve; ci&ograve; che non &egrave; del tempo essere scovato da quella cosa che &egrave; fatta di tempo? Pu&ograve; una disciplina praticata diligentemente condurci all'ignoto? Vi &egrave; un mezzo per giungere a ci&ograve; che non ha n&eacute; principio n&eacute; fine? Pu&ograve; quella realt&agrave; essere colta nella rete dei nostri desideri?<span class="Apple-style-span">&nbsp;Ci&ograve; che noi possiamo catturare &egrave; la proiezione di ci&ograve; che &egrave; noto; ma l'ignoto non pu&ograve; essere colto dal noto. Ci&ograve; che ha un nome non &egrave; ineffabile e nominando noi ridestiamo soltanto dei riflessi condizionati. Questi riflessi, per nobili e belli, non sono le risposte del reale. Noi reagiamo a degli stimoli, ma la realt&agrave; non offre stimoli: essa &egrave;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">La mente muove dal cognito al cognito e non pu&ograve; spingersi nell'incognito.</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Non possiamo pensare a qualcosa che non conosciamo; &egrave; impossibile. Ci&ograve; che pensate viene dal cognito, dal passato, sia questo passato remoto o il secondo appena trascorso.</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Questo passato &egrave; pensato, foggiato e condizionato da molte influenze, si modifica secondo le circostanze e le pressioni, ma rimane sempre un processo temporale. Il pensiero pu&ograve; soltanto negare o asserire, non pu&ograve; scoprire il nuovo. Il pensiero non pu&ograve; trovare il nuovo; ma quando il pensiero tace, allora pu&ograve; esserci il nuovo: che &egrave; immediatamente trasformato nel vecchio, nello sperimentato, dal pensiero. Il pensiero forma sempre, modifica, cobra secondo uno schema di esperienza. La funzione del pensiero &egrave; di comunicare, ma non di essere nello stato di sperimentazione. Quando la sperimentazione cessa, allora subentra il pensiero e la definisce entro la categoria del cognito. Il pensiero non pu&ograve; penetrare nell'incognito, cos&igrave; che non pu&ograve; mai scoprire o sperimentare la realt&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Discipline, rinunce, distacchi, riti, esercizio della virt&ugrave;, tutte queste cose, per nobili che siano, sono il processo del pensiero; e il pensiero pu&ograve; soltanto operare verso un fine, una conquista, che sono sempre del cognito.</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Il conseguimento &egrave; sicurezza, la certezza auto-protettiva del cognito.</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">Cercare la sicurezza in ci&ograve; che &egrave; senza nome vuoi dire negarla. La sicurezza che si pu&ograve; trovare &egrave; soltanto nella proiezione del passato, del cognito. Per questa ragione la mente deve rimanere in profondo e totale silenzio; ma questo silenzio non pu&ograve; essere acquistato mediante il sacrificio, la sublimazione o la soppressione. Questo silenzio viene quando la mente non cerca pi&ugrave;, non &egrave; pi&ugrave; presa nel processo del divenire. Questo silenzio non &egrave; cumulativo, non pu&ograve; essere creato attraverso la pratica. Questo silenzio deve essere cos&igrave; sconosciuto alla mente come ci&ograve; che &egrave; senza tempo; perch&eacute; se la mente sperimenta il silenzio, allora c'&egrave; lo sperimentatore che &egrave; la somma di esperienze passate, che &egrave; consapevole di un passato silenzio; e ci&ograve; che &egrave; sperimentato dallo sperimentatore &egrave; soltanto una ripetizione che si auto-proietta. La mente non pu&ograve; mai sperimentare il nuovo, cos&igrave; che la mente deve starsene tranquilla all'estremo.</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">La mente pu&ograve; tacere solo quando non sperimenta, vale a dire quando non definisce o nomina, non registra e non accumula nella memoria. Questo dare un nome e registrare &egrave; un process&ograve; Continuo dei differenti strati della coscienza, non soltanto della mente pi&ugrave; elevata. Ma quando la mente superficiale &egrave; in quiete, la mente pi&ugrave; profonda pu&ograve; far sentire le sue intimazioni. Quando l'intera coscienza &egrave; muta e tranquilla, libera d'ogni divenire, che &egrave; spontaneit&agrave;, allora soltanto l'incommensurabile viene in essere. Il desiderio di conservare questa libert&agrave; d&agrave; continuit&agrave; alla memoria del diveniente, la qual cosa &egrave; un ostacolo alla realt&agrave;. La realt&agrave; non ha continuit&agrave;; &egrave; di momento in momento, sempre nuova, sempre recente. Ci&ograve; che ha continuit&agrave; non pu&ograve; mai essere creativo.</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: small; ">La mente superiore &egrave; soltanto uno strumento di comunicazione, non pu&ograve; misurare ci&ograve; che &egrave; incommensurabile. Della realt&agrave; non si deve parlare; e quando se ne parla, non &egrave; pi&ugrave; realt&agrave;.&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: small; ">Questa &egrave; meditazione.</span></p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center; "><i><b><span style="color: rgb(255, 0, 0); ">Spunto di lettura</span></b></i></p>
<p style="text-align: center; ">&nbsp;</p>
<h2 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 12px/15px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(153, 153, 153); font-size: 1.4em; line-height: 1.1em; font-weight: bold; text-align: center; "><font class="Apple-style-span" color="#000000" size="3"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 15px; "><font class="Apple-style-span" size="5"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px; line-height: 18px; "><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; line-height: 15px; font-size: 12px; ">
<h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 12px/15px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(1, 152, 225); font-size: 1.9em; line-height: 1.1em; font-weight: bold; "><span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal; line-height: 15px; font-size: 12px; ">
<h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 12px/15px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(1, 152, 225); font-size: 1.9em; line-height: 1.1em; font-weight: bold; "><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-rivoluzione-interiore_03062009155650.php?pn=1257">La Rivoluzione Interiore</a></h1>
</span></h1>
<p><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-rivoluzione-interiore_03062009155650.php?pn=1257"><img width="101" height="160" alt="La Rivoluzione Interiore" style="border-top-style: none; border-right-style: none; border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-width: initial; border-color: initial; " src="http://s2.macrolibrarsi.it/data/cop/big/r/rivoluzione-interiore-krish.jpg?1257521812" /></a></p>
<p style="text-align: justify; "><span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"><b><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; line-height: 15px; "> </span></b></span></p>
<b>
<p style="margin-top: 1px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 12px/15px Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 1em; line-height: 1.5em; text-align: justify; ">Come si pu&ograve; vivere saggiamente in un mondo dominato dalla follia? Nelle meditazioni qui raccolte Krishnamurti affronta questa domanda cruciale con freschezza e chiarezza di pensiero, mostrando le connessioni tra il mondo interiore e quello esteriore.</p>
<p style="margin-top: 1px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 12px/15px Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 1em; line-height: 1.5em; text-align: justify; ">Indagando le origini del dolore, le ritrova nella nostra ossessione per il passato: sono infatti i ricordi, lieti o dolorosi, che ci provocano l'illusione della continuit&agrave; e ci fanno soffrire.<br />
<br />
<strong style="font-weight: bold; ">Krishnamurti ci invita invece a tenere desta l'attenzione sulle singole percezioni e a raccogliere momento per momento le sfide che la vita ci pone.</strong></p>
</b></span></span>
<p>&nbsp;</p>
</font></span></font></h2>
<p>&nbsp;</p><br /><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/mimbo2/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/jiddu+krishnamurti' target='_blank' rel='tag'>jiddu krishnamurti</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/la-mente-e-l-incognito-183.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/la-mente-e-l-incognito-183.asp</guid>
	<dc:date>2010-06-25T04:17:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LETTERE A LUCILIO - 23.Libro 3]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: center; "><span style="font-size: medium; "><span style="font-family: Arial; "><b><span style="font-size: small; "><span style="color: rgb(51, 153, 102); ">&quot;Impara innanzi tutto a gioire, Lucilio mio.&quot;</span></span></b></span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-family: Arial; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; color: rgb(51, 51, 51); ">Pensi che ti scriva quanto &egrave; stato benevolo con noi l'inverno, cos&igrave; mite e breve, quanto sia maligna la primavera, quanto fuori stagione il freddo e altre sciocchezze tipiche di chi non ha argomenti?<br />
Ti scriver&ograve; invece, qualcosa che possa essere utile a entrambi. E che altro se non esortarti alla saggezza?<br />
Chiedi quale ne sia il fondamento? Non compiacersi delle vanit&agrave;.</span></span></span><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; color: rgb(51, 51, 51); "></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-family: Arial; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; color: rgb(51, 51, 51); "> Ho detto il fondamento: dovevo dire il culmine. E lo raggiunge chi sa di che cosa gioire, chi non mette la sua felicit&agrave; nelle mani d'altri; &egrave; preoccupato e insicuro l'uomo che si lascia sedurre da una qualche speranza, anche se l'ha a portata di mano, anche se non &egrave; difficile a realizzarsi, anche se non &egrave; mai stato deluso nelle sue attese.<br />
Impara innanzi tutto a gioire, Lucilio mio.<br />
Pensi davvero che ti voglia privare di molti piaceri perch&eacute; allontano i beni fortuiti e ritengo che si debba evitare il dolce conforto della speranza? Anzi, al contrario, non voglio che ti manchi mai la gioia. Voglio, per&ograve; che ti nasca in casa: e nasce, purch&eacute; scaturisca dall'intimo.<br />
Le altre forme di contentezza non riempiono il cuore; rasserenano il volto, ma sono fugaci, a meno che tu non giudichi felice uno che ride: l'animo deve essere allegro e fiducioso ed ergersi al di sopra di tutto.<br />
Credimi, la vera gioia &egrave; austera. Oppure ritieni che l'uomo sereno e, come dicono questi sdolcinati, gaio in volto, disprezzi la morte, apra la sua casa alla povert&agrave;, tenga a freno i piaceri, si prepari a sopportare i dolori?<br />
Chi medita su questi pensieri prova una grande gioia, anche se poco seducente. Questa gioia voglio che tu la possieda: non verr&agrave; mai meno, una volta che tu sappia da dove derivi.<br />
I metalli vili si trovano in superficie: i pi&ugrave; preziosi sono nascosti, invece, nelle viscere della terra, e procurano un compenso maggiore a chi ha la costanza di scavare.<br />
Quei beni di cui si compiace la massa d&agrave;nno un piacere inconsistente e superficiale: ogni gioia che viene dall'esterno manca di fondamenta: questa, di cui ti parlo e alla quale cerco di condurti, &egrave; reale e si spiega pi&ugrave; intensamente nell'intimo.<br />
Ti prego, carissimo, fa' la sola cosa che pu&ograve; renderti felice: distruggi e calpesta questi beni splendidi solo esteriormente, che uno ti promette o che speri da un altro; aspira al vero bene e godi del tuo. Ma che cosa &egrave; &quot;il tuo&quot;? Te stesso e la parte migliore di te.<br />
Anche il corpo, povera cosa, bench&eacute; non se ne possa fare a meno, stimalo necessario pi&ugrave; che importante; ci procura piaceri vani, di breve durata, di cui necessariamente ci pentiamo e che, se non li frena una grande moderazione, hanno un esito opposto.<br />
Questo dico: il piacere sta sul filo, e si muta in dolore se non ha misura; ma &egrave; difficile tenere una giusta misura in quello che si crede un bene: solo il desiderio, anche intenso, del vero bene &egrave; senza pericoli.<br />
Vuoi sapere che cosa sia il vero bene o da dove venga? Te lo dir&ograve;: dalla buona coscienza, dagli onesti propositi, dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, dal tranquillo e costante tenore di vita di chi segue sempre lo stesso cammino. Quegli uomini che passano da un proposito all'altro o neppure passano, ma si lasciano portare dal caso, come possono avere sicurezza e stabilit&agrave; se sono incerti e instabili?<br />
Sono pochi quelli che decidono di s&eacute; e delle proprie cose a ragion veduta: gli altri, come gli oggetti che galleggiano nei fiumi, non avanzano: vengono trasportati: alcuni sono trattenuti e spostati pi&ugrave; lentamente da una corrente pi&ugrave; debole, altri trascinati con maggiore violenza, altri deposti vicino alla riva da una corrente meno forte, altri gettati in mare dall'impeto delle acque. Dobbiamo, perci&ograve; stabilire che cosa vogliamo e perseverare nei nostri propositi.<br />
&Egrave; arrivato il momento di pagare il mio debito. Posso riferirti una frase del tuo Epicuro e adempiere al vincolo di questa lettera: &quot;&Egrave; penoso cominciare sempre la vita&quot;, oppure, se cos&igrave; il senso &egrave; pi&ugrave; chiaro: &quot;Vivono male quelle persone che cominciano sempre a vivere.&quot;<br />
&quot;Perch&eacute;?&quot; chiedi; difatti questa frase necessita di una spiegazione. Perch&eacute; la loro vita &egrave; sempre incompleta; non pu&ograve; essere pronto alla morte chi proprio allora comincia a vivere. Dobbiamo fare in modo di aver vissuto abbastanza. Ma questo non lo fa chi &egrave; intento proprio allora a tessere la trama della sua esistenza.<br />
Non pensare che uomini del genere siano pochi: sono quasi tutti cos&igrave;. Certi, poi, cominciano quando &egrave; tempo di smettere. Se ti pare strano, aggiunger&ograve; una cosa che ti sembrer&agrave; ancora pi&ugrave; strana: certi uomini finiscono di vivere ancora prima di cominciare.<br />
Stammi bene.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify; ">&nbsp;</p><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/lettere-a-lucilio-23-libro-3-180.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/lettere-a-lucilio-23-libro-3-180.asp</guid>
	<dc:date>2009-11-30T07:50:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[IL LIBRO DEL NULLA : i testi sacri dell'Induismo]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">La Grande Via non &egrave; difficile per coloro che non hanno alcuna preferenza. Quando Amore e Odio sono entrambi assenti ogni cosa diviene chiara e viene svelata. Ma fai la pi&ugrave; piccola distinzione, e paradiso e terra saranno infinitamente lontani. Se desideri vedere la verit&agrave; non parteggiare a favore o contro. La lotta tra ci&ograve; che uno vuole e ci&ograve; che non vuole &egrave; la malattia della mente.&nbsp;&nbsp;<br />
<br />
I <br />
Quando il profondo significato delle cose non viene compreso la pace essenziale della mente &egrave; disturbata senza alcun vantaggio. La via &egrave; perfetta come un vasto spazio in cui nulla difetti e nulla sia in eccesso. In realt&agrave;, spetta a noi decidere se accettare o rifiutare il fatto che non vediamo la vera natura delle cose. Vivi n&eacute; nelle trappole delle cose esterne, n&eacute; nei sentimenti interiori di vuotezza. Sii sereno senza forzare l'attivit&agrave; nell'interezza delle cose e tali erronee convinzioni scompariranno da sole. Quando provi a interrompere l'attivit&agrave; per conseguire la passivit&agrave; il tuo stesso sforzo ti pervade di attivit&agrave;. Fino a che rimani in un estremo o in un altro non conoscerai mai l'Interezza. Coloro che non vivono nella singola Via trascurano sia attivit&agrave; che passivit&agrave;, affermazione e negazione.<br />
<br />
II<br />
Negare la realt&agrave; delle cose &egrave; non cogliere la loro realt&agrave;; asserire la vanit&agrave; delle cose &egrave; non cogliere la loro realt&agrave;. Pi&ugrave; parli e pensi a ci&ograve;, pi&ugrave; ti allontani dalla verit&agrave;. Smetti di parlare e pensare e non ci sar&agrave; nulla che non sarai in grado di sapere. <br />
<br />
III <br />
Il ritorno alle origini serve a trovare il significato, ma basarsi sulle apparenze significa lasciarsi sfuggire la causa. Al momento dell'illuminazione interiore c'&egrave; un andare al di l&agrave; dell'apparenza e della vacuit&agrave;. I cambiamenti che apparentemente avvengono nel vuoto mondo noi li chiamiamo reali solo a causa della nostra ignoranza. Non cercare la verit&agrave;; smetti solo di avere opinioni. Non rimanere in una condizione dualistica; evita con cura tale perseguimento. Se vi &egrave; una traccia di questo o quello, il giusto e l'errato, la Mente-essenza verr&agrave; persa nella confusione. Sebbene tutte le dualit&agrave; provengano dall'Unico, non avere attaccamento nemmeno ad esso. Quando la mente esiste indisturbata nella Via, niente al mondo pu&ograve; nuocerle, e quando una cosa non pu&ograve; pi&ugrave; nuocere essa cessa di esistere nella vecchio modo. Quando non sorgono pensieri discriminatori, la vecchia mente cessa di esistere. <br />
<br />
IV <br />
Quando gli oggetti del pensiero svaniscono, il soggetto pensante svanisce, poich&eacute; quando la mente sparisce, gli oggetti svaniscono. Le cose sono oggetti a causa del soggetto; la mente &egrave; tale a causa delle cose. Comprendi la relativit&agrave; di questi due e la realt&agrave; basilare: l'unit&agrave; della vacuit&agrave;. In questo Vuoto i due sono indistinguibili e ognuno di essi contiene in s&eacute; il mondo intero. Se non fai differenza tra il grezzo e il fine non sarai tentato al pregiudizio e all'opinione.<br />
<br />
V <br />
Vivere nella Grande Via non &egrave; n&eacute; facile n&eacute; difficile, ma coloro che hanno punti di vista limitati sono timorosi e irrisoluti: pi&ugrave; essi si affrettano, pi&ugrave; lentamente essi vanno, e l'attaccamento non pu&ograve; essere evitato: anche il mostrare attaccamento all'idea dell'illuminazione significa andare fuori strada. Semplicemente lascia che le cose siano cos&igrave; come sono e non vi sar&agrave; n&eacute; andare n&eacute; venire. Obbedisci alla natura delle cose (la tua stessa natura), e camminerai libero e indisturbato. Quando il pensiero &egrave; in catene la verit&agrave; &egrave; nascosta, poich&eacute; tutto &egrave; confuso ed oscuro e la gravosa pratica del giudizio porta molestia e stanchezza. Quali benefici possono derivare dalle distinzioni e separazioni? Se vuoi andare nell'Unica Via non disdegnare neppure il mondo delle sensazioni e delle idee. In verit&agrave;, accettare pienamente essi &egrave; identico alla vera Illuminazione. L'uomo saggio non si sforza per il raggiungimento di alcun fine, ma lo stolto si ostacola da solo. Esiste un solo Dharma, verit&agrave;, legge, non molti; le distinzioni nascono dal bisogno di attaccamento degli ignoranti. Identificare la Mente con la mente discriminante &egrave; il pi&ugrave; grande errore di tutti. <br />
<br />
VI <br />
Calma e inquietudine derivano dall'illusione; con l'illuminazione non vi &egrave; ci&ograve; che si preferisce e cio che &egrave; sgradito. Tutte le dualit&agrave; provengono da deduzioni inconsapevoli. Esse sono come sogni di fiori nell'aria; &egrave; sciocco cercare di afferrarli. Guadagno e perdita, giusto e sbagliato: questi pensieri devono finalmente essere eliminati immediatamente. Se l'occhio non dorme mai, tutti i sogni cesseranno naturalmente. Se la mente non discrimina, le diecimila cose sono cos&igrave; come sono, di sola essenza. Comprendere il mistero di questa Unica-essenza significa essere liberati da ogni impedimento. Quando tutte le cose sono considerate imparzialmente, l'Auto-essenza &egrave; raggiunta. Nessuna comparazione o analogia &egrave; possibile stato privo di causa e relazioni. <br />
<br />
VII <br />
Considera fermo il movimento e l'immobilit&agrave; nel movimento, ed entrambi gli stati di movimento e di quiete scompariranno. Quando tali dualit&agrave; cessano di esistere l'Interezza stessa non pu&ograve; esistere. A tale definitiva finalit&agrave; non pu&ograve; applicarsi nessuna legge o descrizione. Per la mente unificata in accordo con la Via tutte le aspirazioni provenienti dal s&eacute; finiscono. Dubbi e indecisioni svaniscono e la vita in pura fede &egrave; possibile. Con un solo colpo siamo liberati dalla schiavit&ugrave;; niente si attacca a noi e noi non tratteniamo niente. Tutto &egrave; vuoto, chiaro, auto-illuminante, senza l'uso dell'energia della mente. Qui pensiero, sensazione, conoscenza e immaginazione sono di nessun valore. <br />
<br />
VIII <br />
In questo mondo di Similitudine non esiste nemmeno il s&eacute; o l'altro-dal-s&eacute;. Per entrare direttamente in sintonia con questa realt&agrave; quando i dubbi sorgono d&igrave; semplicemente &quot;Non due.&quot; In questo &quot;non due&quot; niente &egrave; separato, niente &egrave; escluso. Non importa quando o dove, illuminazione significa penetrare questa verit&agrave;. E questa verit&agrave; &egrave; al di l&agrave; dell'estensione o diminuzione del tempo o dello spazio; in essa un singolo pensiero dura diecimila anni. <br />
<br />
IX <br />
Vacuit&agrave; qui, Vacuit&agrave; l&igrave;, ma l'universo infinito rimane sempre davanti ai nostri occhi. Infinitamente grande e infinitamente piccolo; nessuna differenza, poich&eacute; le definizioni sono scomparse e non si vedono limiti. Cos&igrave; pure circa l'Essere e il non-Essere. Non perdere tempo in dubbi e discussioni che non hanno nulla a che vedere con ci&ograve;. Una cosa, tutte le cose: si muovono e si mescolano, senza distinzione. Vivere in questa realizzazione significa essere privi di ansiet&agrave; circa la non-perfezione. Vivere in tale fede &egrave; la strada al non-dualismo, poich&eacute; il non-duale &egrave; uno con la mente fiduciosa. Parole! La Via &egrave; oltre il linguaggio, poich&eacute; in essa non c'&egrave; <br />
Nessun ieri <br />
Nessun domani <br />
Nessun oggi. </span></p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/induismo' target='_blank' rel='tag'>induismo</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/+libro+del+nulla' target='_blank' rel='tag'> libro del nulla</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/+filosofia+indiana' target='_blank' rel='tag'> filosofia indiana</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/il-libro-del-nulla-i-testi-sacri-dell-induismo-177.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/il-libro-del-nulla-i-testi-sacri-dell-induismo-177.asp</guid>
	<dc:date>2009-10-31T02:24:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[IL CORPO: MATERIA - SPIRITUALITA' - VERITA' - GIOIA DI VIVERE]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">La radice della sofferenza umana &egrave; nella scissione tra corpo e mente. Tutto ci&ograve; che &egrave; spiritualit&agrave;, amore, sacralit&agrave; &egrave; ridotto a mere credenze simboliche, a processi intellettuali dove &egrave; negato il corpo.<br />
Dimentichiamo che noi siamo simili agli alberi i cui piedi sono radicati nella terra e le braccia sono protese verso il cielo.<br />
Un albero senza radici non pu&ograve; ampliare i suoi rami, &egrave; destinato a morire, se le radici sono instabili, cresce avvizzito, striminzito, senza foglie n&eacute; frutti.&nbsp;<br />
Praticamente vive un quarto di vita. In realt&agrave; la vita parziale che vivono gran parte degli uomini!<br />
Si &egrave; creata la falsa credenza che la forza interiore si esprima nell&rsquo;indifferenza, nella mancanza di emozione, nella negazione dei sentimenti e delle sensazioni. Il continuo autocontrollo, la propensione all&rsquo;inganno, alla manipolazione &egrave; esaltato come espressione do equilibrio e successo dimentiche che questo provoca una grave scissione narcisistica che si ripercuote negativamente nel sociale, nella famiglia, nella salute psicologica.<br />
<br />
Per spogliarsi obiettivamente dalle opinioni precostituite che vedono nel nudo peccato, perversione, malattia e dolore, &egrave; necessario trovare l&rsquo;unit&agrave; tra la testa e il corpo, attraversare il fiume delle emozioni represse con esercizi psicofisici bioenergetici.<br />
<br />
Per raggiungere la salutare armonia necessita affondare nelle pi&ugrave; remote emozioni, riconoscere il nostro diavolo interno, i nostri limiti.<br />
A. Lowen, inventore della Bioenergetica, si esprime cos&igrave;:<br />
&quot;<i>Noi, concepiamo l&rsquo;inferno come un luogo profondo, immerso nelle viscere della terra, ma il nostro inferno personale &egrave; nelle profondit&agrave; del corpo, nella cavit&agrave; pelvica dove &egrave; incatenata la sessualit&agrave;. Qui troviamo le radici della nostra vera spiritualit&agrave;, la base della corrente della Kundalini. E&rsquo; qui, nel grembo che nasce la vita ed &egrave; qui che all&rsquo;inizio proviamo una beatitudine paradisiaca</i>&quot; (1)<br />
<br />
Dall&rsquo;inferno al paradiso, come nella Divina Commedia , dall&rsquo;inconscio profondo al corpo per liberarci dai blocchi energetici, dalle automenzogne castranti, per rischiare la paura di non riconoscersi nel vivere sani e gioiosi!<br />
Per ritrovare nel mondo l&rsquo;innocenza infantile, la verit&agrave; e la spiritualit&agrave; della nostra totalit&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: rgb(153, 153, 153);"><i><span style="font-size: small;">(1) A. Lowen, &quot;La spiritualit&agrave; del corpo&quot; , Astrolabio</span></i></span></p>
<p style="text-align: right;"><i>di M. Stallone Alborghetti</i></p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/bioenergetica' target='_blank' rel='tag'>bioenergetica</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/il-corpo-materia-spiritualita-verita-gioia-di-vivere-174.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/il-corpo-materia-spiritualita-verita-gioia-di-vivere-174.asp</guid>
	<dc:date>2009-04-09T05:49:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LA SEMPLICITA']]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: right;"><i>Tratto da &quot;La ricerca della felicit&agrave;&quot;</i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Vorrei prendere in esame che cos'&egrave; la semplicit&agrave; e, partendo da l&igrave;, arrivare magari alla scoperta della sensibilit&agrave;. Noi sembriamo credere che la semplicit&agrave; sia un'espressione puramente esteriore, una rinuncia: possedere<br />
pochi beni, indossare un perizoma, non avere casa, non fare sfoggio di abiti, avere un piccolo conto in banca. Certamente, questa non &egrave; la semplicit&agrave;, ma soltanto una messinscena esteriore. A me pare che la semplicit&agrave; sia qualcosa&nbsp;di essenziale, che per&ograve; si realizza soltanto quando cominciamo a comprendere il significato dell'autoconoscenza.&nbsp;<br />
<br />
La semplicit&agrave; non &egrave; il mero adeguamento a uno schema. E' necessaria una notevole intelligenza per essere semplici, e non soltanto conformarsi a un determinato modello, per quanto possa sembrare degno. Purtroppo la maggior parte di noi inizia con l'essere semplice esternamente, nelle cose visibili.<br />
<br />
E' relativamente facile possedere poche cose ed esserne soddisfatti; accontentarsi di poco e, magari, dividere quel poco con altri. Ma, una semplice manifestazione esteriore di semplicit&agrave; nelle cose, in ci&ograve; che si possiede,<br />
non implica certo la semplicit&agrave; dell'essere interiore. Per come va il mondo oggigiorno, infatti, siamo indotti dall'esterno ad appropriarci di un numero sempre crescente di cose. La vita diventa sempre pi&ugrave; complessa. Allo scopo di sfuggire a tutto ci&ograve;, cerchiamo di rinunciare alle cose, di distaccarcene - dalle automobili, dalle case, dalle organizzazioni, dai film, e dalle<br />
innumerevoli circostanze che dall'esterno ci vengono imposte. Pensiamo che basti ritirarsi dal mondo per essere semplici. Molti grandi santi, molti grandi maestri hanno rinunciato al mondo; ma, mi sembra che una simile rinuncia da parte nostra non risolva il problema. La semplicit&agrave;, che &egrave; essenziale e reale, pu&ograve; nascere solo interiormente; e, a partire da l&igrave;, pu&ograve; poi dare luogo a una manifestazione esterna. Il problema &egrave;, dunque, come essere semplici, perch&eacute; la semplicit&agrave; acuisce la sensibilit&agrave;. E' fondamentale avere una mente sensibile, un cuore sensibile, che siano capaci di una percezione e<br />
ricezione rapida.<br />
<br />
E certo si pu&ograve; essere semplici interiormente solo se si comprendono gli innumerevoli impedimenti, legami, paure, che ci imprigionano. Ma alla maggior parte di noi piace essere prigionieri - delle persone, degli oggetti, delle<br />
idee. Dentro di noi siamo prigionieri, anche se esteriormente sembriamo molto semplici. Internamente siamo prigionieri dei nostri desideri, bisogni, ideali, di innumerevoli motivazioni. E' impossibile trovare la semplicit&agrave; se<br />
non si &egrave; liberi dentro. E' per questo che bisogna cominciare la ricerca internamente, non esternamente.<br />
<br />
La comprensione totale del processo della credenza, dei motivi che spingono la mente ad aggrapparsi a una credenza, &egrave; straordinariamente liberatoria.<br />
Quando c'&egrave; libert&agrave; dalle credenze, c'&egrave; semplicit&agrave;. Ma, questa semplicit&agrave; richiede intelligenza, e per essere intelligenti bisogna essere consapevoli dei propri impedimenti. Per essere consapevoli, bisogna essere costantemente vigili,<br />
non radicarsi in una particolare routine, in un particolare schema di pensiero o di azione. Dopo tutto, ci&ograve; che si &egrave; internamente influenza il mondo esterno.<br />
<br />
La societ&agrave; (o qualunque forma di azione) &egrave; la proiezione di noi stessi, e senza trasformazione interiore, le sole leggi incidono assai poco sul mondo esterno; possono produrre certe riforme, certi adeguamenti, ma ci&ograve; che si &egrave;<br />
internamente finisce sempre per prevalere sull'esterno. Se internamente si &egrave; avidi e ambiziosi, se si perseguono certi ideali, alla fine la complessit&agrave; interiore turber&agrave; e sconvolger&agrave; la societ&agrave; esterna, per quanto questa possa<br />
essere attentamente pianificata.<br />
<br />
Ecco, perch&eacute; bisogna cominciare dall'interno - ma non in maniera esclusiva, non rifiutando il mondo esterno. Si arriva all'interno comprendendo l'esterno, scoprendo la sofferenza, la lotta, il dolore che esistono nel mondo; e pi&ugrave; si indaga, pi&ugrave;, naturalmente, ci si avvicina agli stati psicologici che producono i conflitti e le sofferenze esteriori. L'espressione esterna &egrave;<br />
soltanto un'indicazione del nostro stato interiore, ma per comprendere tale stato interiore bisogna accostarsi ad esso attraverso il mondo esterno. La maggior parte di noi fa cos&igrave;. Nel comprendere l'interiorit&agrave; - non esclusivamente,<br />
non rifiutando la realt&agrave; esterna, ma comprendendola e attraverso essa giungendo all'interiorit&agrave; - scopriremo che, mentre procediamo nell'esplorazione delle complessit&agrave; del nostro essere, diventiamo sempre pi&ugrave; sensibili e liberi. E' questa semplicit&agrave; interiore che &egrave; cos&igrave; essenziale, poich&eacute; genera sensibilit&agrave;.<br />
<br />
Una mente che non sia sensibile, n&eacute; vigile o consapevole, &egrave; priva di recettivit&agrave; e incapace di qualunque azione creativa. Il conformismo, come mezzo per conquistare la semplicit&agrave;, di fatto ottunde la mente e il cuore, li rende insensibili. Qualunque forma di coazione autoritaria, imposta dallo Stato, da se stessi, dall'ideale del conseguimento di un fine, e cos&igrave; via, qualunque forma di conformismo, sfociano inevitabilmente nell'insensibilit&agrave;, nella mancanza di semplicit&agrave; interiore. All'esterno ci si pu&ograve; conformare, dando un'impressione di semplicit&agrave;, come fanno tante persone religiose, che<br />
praticano varie forme di disciplina, partecipano a questa o quella organizzazione, meditano in un certo modo, e cos&igrave; via - tutti costoro danno un'impressione esterna di semplicit&agrave;, ma un tale conformismo non ha come esito la semplicit&agrave;. Qualunque tipo di coazione non potr&agrave; mai condurre alla semplicit&agrave;. Al contrario, quanto pi&ugrave; ci si reprime, quanto pi&ugrave; si<br />
sostituisce e si sublima, tanto meno si &egrave; semplici; e viceversa, quanto pi&ugrave; si comprende il processo di sublimazione, repressione, sostituzione, tanto maggiori sono le possibilit&agrave; di essere semplici.<br />
<br />
I nostri problemi - sociali, ambientali, politici, religiosi - sono talmente complessi che li possiamo risolvere soltanto essendo semplici, non diventando straordinariamente eruditi e intellettualmente sofisticati. Una persona semplice vede le cose in maniera molto pi&ugrave; diretta, ha un'esperienza pi&ugrave; immediata delle persone complesse. Le nostre menti sono talmente ingombre della conoscenza di un'infinit&agrave; di dati, di ci&ograve; che altri hanno detto, che siamo divenuti incapaci di essere semplici e di avere noi stessi esperienze dirette. Questi problemi richiedono una nuova impostazione; ma questa &egrave; possibile solo se internamente siamo davvero semplici. Quella semplicit&agrave; scaturisce dall'autoconoscenza, ossia dalla comprensione di noi stessi, delle&nbsp; modalit&agrave; del nostro pensare e sentire, dei movimenti dei nostri pensieri, delle nostre reazioni, di come ci conformiamo per paura all'opinione pubblica, a ci&ograve; che altri dicono, a ci&ograve; che il Buddha, Cristo, i grandi santi hanno detto - tutto questo indica la nostra propensione naturale ad adeguarci, a cercare la sicurezza. Quando si cerca la sicurezza, si &egrave; evidentemente in uno stato di paura e, di conseguenza, non c'&egrave; semplicit&agrave;.<br />
<br />
Se non si &egrave; semplici, non si pu&ograve; essere sensibili - agli alberi, agli uccelli, alle montagne, al vento, a tutte le cose che accadono intorno a noi nel mondo; se non si &egrave; semplici, non si pu&ograve; essere sensibili alle risonanze interne delle cose. La maggior parte di noi vive superficialmente, al livello pi&ugrave; esteriore della coscienza; cerchiamo di essere riflessivi o intelligenti, il che &egrave; sinonimo dell'essere religiosi, oppure cerchiamo di rendere semplici le nostre menti, attraverso la coazione, la disciplina. Ma la semplicit&agrave; non &egrave; questa.<br />
<br />
Quando costringiamo il livello pi&ugrave; superficiale della mente a essere semplice, tale coazione serve solo a irrigidire la mente, non la rende certo duttile, chiara, rapida. E' estremamente arduo essere semplici nel processo complessivo, globale, della nostra coscienza; non deve esserci, infatti, alcuna riserva interiore, bens&igrave; una determinazione a scoprire, a esplorare il processo dell'essere, il che significa essere pronti a recepire ogni implicazione, ogni cenno, essere consapevoli delle proprie paure e delle proprie speranze, esplorarle, ed esserne liberi, sempre pi&ugrave; liberi. Solo allora, quando la mente e il cuore sono davvero semplici, non ricoperti di incrostazioni, possiamo risolvere i numerosi problemi che ci troviamo di fronte.<br />
<br />
La conoscenza non risolver&agrave; i nostri problemi. Potreste sapere, ad esempio, che esiste la reincarnazione, che c'&egrave; continuit&agrave; dopo la morte. Potreste saperlo, non dico che sia cos&igrave;; o potreste esserne convinti. Ma questo non<br />
risolve il problema. La morte non pu&ograve; essere archiviata in base a una teoria, a un'informazione o a una convinzione. E' molto pi&ugrave; misteriosa, molto pi&ugrave; profonda, molto pi&ugrave; creativa di cos&igrave;.<br />
<br />
Bisogna avere la capacit&agrave; di indagare su tutte queste cose con atteggiamento nuovo; solo attraverso l'esperienza diretta, infatti, i nostri problemi possono avere soluzione, e perch&eacute; un'esperienza diretta sia possibile, ci deve essere semplicit&agrave;, il che significa che ci deve essere sensibilit&agrave;. La mente &egrave; offuscata dal peso della conoscenza, &egrave; offuscata dal passato, dal futuro.<br />
Solo una mente che sia capace di adeguarsi al presente in continuazione, attimo per attimo, pu&ograve; essere all'altezza delle potenti influenze e pressioni a cui siamo costantemente sottoposti dall'ambiente che ci circonda.<br />
<br />
Dunque, un uomo religioso non &egrave; quello che indossa una tonaca, o un perizoma, o che consuma un solo pasto al giorno, o che ha fatto innumerevoli voti di essere questo e non essere quello, bens&igrave; quello che &egrave; semplice interiormente, che non tende a diventare alcunch&eacute;. Una mente simile &egrave; capace di una recettivit&agrave; straordinaria, perch&eacute; in essa non ci sono barriere, n&eacute; paure, n&eacute; movimento verso qualcosa; &egrave; dunque capace di ricevere la grazia, Dio, la<br />
verit&agrave;, o quel che vi pare. Un mente che persegue la realt&agrave;, invece, non &egrave; una mente semplice. Una mente che cerca, si affanna, brancola in preda all'agitazione, non &egrave; una mente semplice.<br />
<br />
Una mente che si conforma a un qualunque modello di autorit&agrave;, interna o esterna, non pu&ograve; essere sensibile. E soltanto quando una mente &egrave; veramente sensibile, vigile, consapevole di tutte le proprie vicende, reazioni, pensieri, quando non tende pi&ugrave; a diventare qualcosa, quando non plasma pi&ugrave; se stessa per essere qualcosa, solo allora &egrave; capace di accogliere ci&ograve; che &egrave; la verit&agrave;. Solo allora pu&ograve; esserci felicit&agrave;, poich&eacute; la felicit&agrave; non &egrave; un fine: &egrave; il risultato della realt&agrave;. Quando la mente e il cuore saranno divenuti semplici e dunque sensibili (ma non attraverso forme di coazione, di autorit&agrave; o di imposizione), allora vedremo che i nostri problemi possono essere affrontati con molta semplicit&agrave;. Per quanto complessi tali problemi<br />
siano, saremo in grado di impostarli in maniera nuova e vederli in un'ottica differente. Ecco di cosa c'&egrave; bisogno oggi: di gente che sia capace di affrontare la confusione, l'agitazione, la conflittualit&agrave; della realt&agrave; esterna in maniera nuova, creativa e semplice - non con teorie n&eacute; con formule, di sinistra o di destra che siano. Ma non si pu&ograve; affrontare tutto ci&ograve; in maniera nuova se non si &egrave; semplici.<br />
<br />
I problemi possono essere risolti soltanto se li si imposta in questo modo. Una nuova impostazione non &egrave; possibile se ragioniamo nei termini di precisi schemi di pensiero, religioso, politico o di altra natura. Dobbiamo liberarci di tutte queste cose per essere semplici. Ecco perch&eacute; &egrave; cos&igrave; importante essere consapevoli, avere la capacit&agrave; di comprendere il processo del proprio pensiero, avere una percezione totale di s&eacute;; da ci&ograve; scaturisce una semplicit&agrave;, un'umilt&agrave; che non &egrave; virt&ugrave; o esercizio. L'umilt&agrave; che si conquista attraverso uno sforzo cessa di essere umilt&agrave;. Una mente che si fa umile non &egrave; pi&ugrave; una mente umile.<br />
<br />
Solo quando si &egrave; umili, ma non di un'umilt&agrave; coltivata, solo allora si &egrave; in grado di affrontare i tanti problemi pressanti del<br />
la vita, perch&eacute; non ci si ritiene importanti, non si guarda alle cose attraverso il filtro delle proprie urgenze e del proprio senso di importanza; si considera invece il problema in s&eacute; e cos&igrave; si &egrave; in grado di risolverlo.</span></p><br /><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/mimbo2/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/jiddu+krishnamurti' target='_blank' rel='tag'>jiddu krishnamurti</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/la-semplicita--171.asp]]></link>
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	<dc:date>2009-04-09T05:27:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LETTERE A LUCILIO - 15.Libro 2]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;">
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><i><b><span style="color: rgb(51, 153, 102);"><span style=""><span style="">&quot;Noi che non pensiamo quale gioia possa dare non chiedere nulla, come sia meraviglioso essere soddisfatti e non dipendere dalla sorte&quot;</span></span></span></b></i></span></p>
</span><span style="font-size: x-small;"><font face="Arial"><span id="1223304457562S" style="display: none;">&nbsp;</span><span id="1223304434715S" style="display: none;">&nbsp;</span><span style="font-size: small;"><span style="display: none;" id="1223304589466S">&nbsp;</span>1 Era abitudine degli antichi, in uso fino ai miei tempi, scrivere all'inizio delle lettere &quot;Se tu stai bene, ne sono contento, io sto bene&quot;. Giustamente noi diciamo: &quot;Se ti dedichi alla filosofia, ne sono contento&quot;, poich&eacute; alla fin fine questo significa stare bene. Senza la filosofia l'anima &egrave; malata; e anche il corpo, se pure &egrave; in forze, &egrave; sano come pu&ograve; esserlo quello di un pazzo o di un forsennato.<br />
<br />
2 Se vuoi star bene, dunque, cura soprattutto la salute dello spirito, e poi quella del corpo, che non ti coster&agrave; molto. &Egrave; sciocco, mio caro Lucilio, e sconveniente per uno studioso esercitare i muscoli, sviluppare il collo e irrobustire i fianchi; quand'anche ti sarai ingrossato e avrai rinforzato i muscoli, non uguaglierai n&eacute; il vigore, n&eacute; il peso di un bue ben nutrito. Inoltre, se il peso del corpo &egrave; eccessivo, lo spirito ne &egrave; schiacciato ed &egrave; meno agile. Perci&ograve; riduci quanto pi&ugrave; puoi la cura del corpo e lascia spazio allo spirito.<br />
<br />
3 Se uno si occupa troppo del fisico, ha molti fastidi: per prima cosa la fatica degli esercizi ginnici estenua lo spirito e lo rende incapace di concentrarsi e di dedicarsi agli studi pi&ugrave; impegnativi; poi l'abbondanza di cibo ottunde l'acume. A questo aggiungi che come allenatori si prendono schiavi della peggior specie, uomini occupati a ungersi d'olio e a bere, che giudicano soddisfacente una giornata se hanno sudato abbondantemente e se al posto del sudore versato hanno ingerito molto vino che a digiuno fa pi&ugrave; effetto. Bere e sudare &egrave; la vita dell'ammalato di stomaco. <br />
<br />
4 Ci sono, invece, esercizi facili e brevi che spossano s&ugrave;bito il corpo e fanno risparmiare quel tempo che va tenuto in gran conto: la corsa, il sollevamento pesi, il salto in alto, in lungo e quello, per cos&igrave; dire, tipico dei Salii o, per usare una definizione pi&ugrave; volgare, del &quot;lavandaio&quot;: scegli uno qualsiasi di questi semplici e facili esercizi.<br />
<br />
5 Ma qualunque cosa tu faccia, ritorna s&ugrave;bito dal corpo allo spirito ed esercitalo notte e giorno. L'animo si rafforza con poca fatica; n&eacute; il freddo, n&eacute; il caldo e neppure la vecchiaia ne impediscono l'allenamento. Cura quel bene che migliora col tempo. <br />
<br />
6 Non ti dico di stare sempre sui libri o sulle carte: bisogna concedere un po' di riposo allo spirito, quanto basta per distenderlo senza svigorirlo. Una passeggiata in vettura, ad esempio, stimola il corpo e non impedisce lo studio: puoi leggere, dettare, parlare, ascoltare, tutte attivit&agrave; che nemmeno il camminare preclude. <br />
<br />
7 Non trascurare poi il timbro di voce: io ti consiglio di non alzarla per gradi e a intervalli regolari e quindi abbassarla. E se poi volessi imparare come si deve passeggiare? Chiama uno di quelli cui la fame ha insegnato nuovi mestieri: ci sar&agrave; chi regoler&agrave; i tuoi passi e sorveglier&agrave; la bocca mentre mangi: si spinger&agrave; tanto avanti quanto tu concederai alla sua audacia con la tua tolleranza e credulit&agrave;. E allora? Comincerai a parlare gridando e alzando al massimo il tono della voce? &Egrave; naturale, invece, farla crescere a poco a poco: tanto &egrave; vero che anche le parti in causa in tribunale cominciano con calma e finiscono col gridare; nessuno implora subito la protezione dei Quiriti.<br />
<br />
8 Quindi, seguendo il tuo impulso, scagliati contro i vizi, ora con pi&ugrave; veemenza, ora con pi&ugrave; calma, regolandoti come ti suggerisce la voce. E quando la fai ridiscendere e la abbassi, deve calare, non precipitare; deve fuoriuscire in tono misurato, e non violento alla maniera degli zotici ignoranti. Noi non vogliamo che la voce venga educata, ma che educhi.<br />
<br />
9 Ti ho evitato un grosso fastidio: a questo favore aggiunger&ograve; un solo piccolo compenso, anch'esso di provenienza greca. Ecco un precetto straordinario: &quot;La vita degli sciocchi &egrave; spiacevole, inquieta, tutta proiettata al futuro.&quot; &quot;Chi lo dice?&quot; mi chiedi. Quello stesso di prima. Che vita - a tuo parere - si pu&ograve; definire da sciocchi? Quella di Baba o di Issione? No, &egrave; la nostra: una cieca avidit&agrave; ci spinge a ricercare beni che nuoceranno e che certo non ci sazieranno mai; proprio noi che, se qualcosa potesse bastarci, l'avremmo gi&agrave; ottenuta; noi che non pensiamo quale gioia possa dare non chiedere nulla, come sia meraviglioso essere soddisfatti e non dipendere dalla sorte. <br />
<br />
10 Perci&ograve; caro Lucilio, ricorda sempre quanti vantaggi hai conseguito; e quando guarderai quante persone ti stanno davanti, pensa a quante ti sono dietro. Se vuoi essere grato agli d&egrave;i e alla tua vita, pensa al numero degli uomini che hai superato. Ma che hai a che fare tu con gli altri? Hai superato te stesso. <br />
<br />
11 Proponiti una meta da non oltrepassare neppure volendo; allontana finalmente questi beni pieni di insidie; sembrano migliori quando si spera di ottenerli che una volta ottenuti. Se in essi vi fosse sostanza, finirebbero per soddisfare: invece eccitano la sete di chi beve. Lascia da parte le belle apparenze; e il futuro, dominio dell'incerto destino, perch&eacute; implorarlo dalla fortuna? Meglio convincersi a non chiederlo. Perch&eacute;, poi, chiedere? Perch&eacute; ammucchiare, dimenticando la fragilit&agrave; umana? Perch&eacute; affannarsi? Ecco, questo giorno &egrave; l'ultimo; se non lo &egrave;, &egrave; vicino all'ultimo. Stammi bene.</span><span style="display: none;" id="1223304589660E">&nbsp;</span><span id="1223304457701E" style="display: none;">&nbsp;</span><span id="1223304434860E" style="display: none;">&nbsp;</span></font></span></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/lettere-a-lucilio-15-libro-2-170.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/lettere-a-lucilio-15-libro-2-170.asp</guid>
	<dc:date>2008-10-06T16:43:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dio è taoista? Parte IV]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: rgb(0, 51, 102);"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Comic Sans MS;"><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Be&rsquo;, ti sto parlando, no?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Precisamente! Da questo punto di vista, il tuo atteggiamento nei miei confronti potrebbe essere definito personale. E tuttavia, da un altro punto di vista, non meno valido, mi si pu&ograve; anche vedere come impersonale.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma se tu sei davvero un processo, cio&egrave; una cosa astratta, non riesco a capire che senso possa avere che io parli con un semplice &ldquo;processo&rdquo;.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Mi piace il modo in cui dici &ldquo;semplice&rdquo;. Allo stesso modo potresti dire che vivi in un &ldquo;semplice universo&rdquo;. E poi, perch&eacute; ogni cosa che si fa dovrebbe avere senso? Ha senso parlare con un albero?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">No, naturalmente!<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Eppure molti bambini e molti primitivi lo fanno.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma io non sono n&eacute; un bambino n&eacute; un primitivo.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Eh gi&agrave;, purtroppo.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Perch&eacute; purtroppo? <br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Perch&eacute; molti bambini e molti primitivi hanno un'intuizione primordiale che quelli come te hanno perduto. Francamente penso che ti farebbe un gran bene parlare con un albero ogni tanto, anche pi&ugrave; che parlare con me! Ma ecco che abbiamo di nuovo cambiato argomento! Per l'ultima volta, vorrei che cercassimo di arrivare a capire perch&eacute; ti ho dato il libero arbitrio.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Io ho continuato a pensarci.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Vuoi dire che non hai seguito con attenzione la nostra conversazione?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">S&igrave; che l'ho seguita. Ma nel frattempo, a un altro livello, ho continuato a pensarci.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">E sei arrivato a qualche conclusione?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Dunque, tu dici che il motivo non &egrave; quello di mettere alla prova il nostro merito. E hai confutato il motivo che per godere delle cose noi abbiamo bisogno di sentire che dobbiamo meritarle. E sostieni di essere un utilitarista. E la cosa pi&ugrave; significativa di tutte &egrave; che mi sei sembrato contentissimo quando mi sono reso conto d'un tratto che non &egrave; il peccare in s&eacute; che &egrave; male, ma solo la sofferenza che esso provoca.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma certo! Che altro ci potrebbe essere di male nel peccare?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">D'accordo, tu lo sai e adesso lo so anch'io. Ma purtroppo io ho passato tutta la vita sotto l'influenza di quei moralisti che ritengono che il peccare sia male in s&eacute;. Comunque sia, mettendo insieme tutti questi pezzi, mi viene da pensare che l'unica ragione per cui ci hai dato il libero arbitrio &egrave; perch&eacute; credi che col libero arbitrio gli uomini probabilmente causeranno meno sofferenza agli altri &ndash; e a se stessi &ndash; che senza libero arbitrio.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Bravo! Questa &egrave; di gran lunga la ragione migliore che hai dato finora! Ti posso assicurare che se avessi <i>deciso </i>di darvi il libero arbitrio, l'avrei fatto proprio per questa ragione.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma come! Vuoi dire che non hai deciso di darci il libero arbitrio?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Mio caro, non potevo decidere di darvi il libero arbitrio pi&ugrave; di quanto potessi decidere di fare equiangolo un triangolo equilatero. Naturalmente potevo decidere di fare o di non fare un triangolo equilatero, ma dopo aver deciso di farlo non avevo altra scelta che farlo equiangolo.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Pensavo che tu potessi fare tutto!<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Solo le cose che sono logicamente possibili. Come disse san Tommaso: &ldquo;&Egrave; peccato considerare il fatto che Dio non pu&ograve; fare l'impossibile come una limitazione del Suo potere&rdquo;. Sono d'accordo, solo che invece di dire</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>peccato</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">come fa lui, io direi</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>errore</em></span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Comunque sono ancora sconcertato da quanto mi hai fatto capire, cio&egrave; che non hai deciso di darmi il libero arbitrio.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ebbene, &egrave; giunto il momento di farti sapere che tutta la nostra discussione, fin dall'inizio, si &egrave; basata su una fallacia mostruosa! Abbiamo parlato a un livello puramente morale; tu hai cominciato col lamentarti che io ti abbia dato il libero arbitrio e hai sollevato tutta la questione se avessi dovuto farlo. Non ti &egrave; mai venuto in mente che io non avevo assolutamente alcuna scelta.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Brancolo ancora nel buio!<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Certo! Perch&eacute; sei solo capace di considerare il problema con gli occhi del moralista. Non ti &egrave; mai passato per la testa di considerare i pi&ugrave; fondamentali aspetti</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>metafisici</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">della questione.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Non vedo ancora dove tu voglia andare a parare.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Invece di chiedermi di toglierti il libero arbitrio, non avresti forse dovuto chiedere prima di tutto se ce l'hai, il libero arbitrio?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma io lo davo semplicemente per scontato.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">E perch&eacute;?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Non lo so. Ce l'ho, il libero arbitrio?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Si.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Allora perch&eacute; mi hai detto che non avrei dovuto darlo per scontato?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Perch&eacute; non avresti dovuto. Solo perch&eacute; una cosa &egrave; vera, non ne segue che la si debba dare per scontata.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Comunque mi tranquillizza sapere che la mia intuizione naturale sul fatto che posseggo il libero arbitrio &egrave; giusta. Mi &egrave; successo a volte di temere che abbiano ragione i deterministi.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">I deterministi hanno ragione.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Un momento: il libero arbitrio ce l'ho o non ce l'ho?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ti ho gi&agrave; detto di s&igrave;. Ma questo non significa che il determinismo sia sbagliato.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Insomma, le mie azioni sono determinate dalle leggi della natura o no?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">La parola <i>determinate</i> qui &egrave; una sottile ma possente causa di fraintendimenti, e ha contribuito parecchio a confondere le acque nelle controversie sul libero arbitrio e il determinismo. Le tue azioni sono certamente in accordo con le leggi della natura, ma dire che esse sono <i>determinate</i> dalle leggi della natura crea un'immagine psicologia totalmente fuorviante; fa pensare cio&egrave; che la tua volont&agrave; possa essere in qualche modo in conflitto con le leggi della natura e che questa sia in qualche modo pi&ugrave; potente di te e possa &ldquo;determinare&rdquo; le tue azioni, che tu lo voglia o no. Ma &egrave; semplicemente impossibile che la tua volont&agrave; entri mai in conflitto con la legge naturale. In realt&agrave; tu e la legge naturale siete la stessa identica cosa.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Come sarebbe a dire che io non posso entrare in conflitto con la natura? Supponiamo che io mi intestardissi e</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>determinassi</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">di non obbedire alle leggi della natura. Che cosa potrebbe fermarmi? Se mi intestardissi abbastanza, nemmeno tu potresti fermarmi!<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Hai perfettamente ragione!</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Io</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">certo non potrei fermarti. Nulla potrebbe fermarti. Ma non ci sarebbe alcun bisogno di fermarti, poich&eacute; non potresti neppure cominciare! Goethe ha espresso molto bene tutto ci&ograve;: &ldquo;Nel tentare di opporci alla Natura noi, nell'atto stesso di farlo, operiamo secondo le leggi della natura!&rdquo;. Non capisci che le cosiddette &ldquo;leggi della natura&rdquo; non sono altro che una descrizione di come appunto tu e gli altri esseri</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>agite</em></span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">? Sono semplicemente una descrizione di come tu agisci, non una prescrizione di come dovresti agire, non un potere o una forza che costringe o determina le tue azioni. Per essere valida, una legge della natura deve tener conto di come tu di fatto agisci, o, se preferisci, di come tu scegli di agire.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">In realt&agrave;, dunque, tu sostieni che io sono incapace di determinare di agire contro la legge naturale?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">&Egrave; interessante che tu abbia usato per due volte l'espressione &ldquo;determinare di agire&rdquo; invece che &ldquo;scegliere di agire&rdquo;. Questa identificazione &egrave; molto frequente. Spesso si usa l'asserzione &ldquo;Sono nella determinazione di far questo&rdquo; come sinonimo di &ldquo;Ho scelto di far questo&rdquo;. Ma proprio questa identificazione psicologica dovrebbe rivelare che il determinismo e la scelta sono molto pi&ugrave; vicini tra loro di quanto potrebbe sembrare. Naturalmente tu potresti benissimo dire che la dottrina del libero arbitrio dice che sei tu a compiere questo atto di determinazione, mentre la dottrina del determinismo afferma, a quanto pare, che le tue azioni sono determinate da qualcosa che con tutta evidenza sta fuori di te. Ma la confusione &egrave; in gran parte causata dalla dicotomia che tu compi dividendo la realt&agrave; in &ldquo;te&rdquo; e &ldquo;non te&rdquo;. Suvvia, dov'&egrave; che in realt&agrave; finisci tu e comincia il resto dell'universo? Oppure, dov'&egrave; che finisce il resto dell'universo e cominci tu? Una volta che tu riesca a vedere il cosiddetto &ldquo;te&rdquo; e la cosiddetta &ldquo;natura&rdquo; come una totalit&agrave; continua, non sarai pi&ugrave; tormentato dal dubbio se sei tu a controllare la natura o la natura a controllare te. E cos&igrave; sparir&agrave; tutto questo pasticcio del conflitto tra libero arbitrio e determinismo. Se mi &egrave; lecito usare un'analogia un po' grossolana, immagina due corpi che si muovano l'uno verso l'altro a causa dell'attrazione gravitazionale. Se fosse senziente, ciascun corpo potrebbe domandarsi se &egrave; lui stesso oppure l'altro a esercitare la &ldquo;forza&rdquo;. In un certo senso la esercitano entrambi, in un certo senso non la esercita n&eacute; l'uno n&eacute; l'altro. Meglio di tutto &egrave; dire che ci&ograve; che conta &egrave; la configurazione dei due.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Poco fa hai detto che tutta la nostra discussione era basata su una fallacia mostruosa, ma ancora non mi hai detto quale sia questa fallacia.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma come, &egrave; l'idea che io avrei potuto crearti senza libero arbitrio! Ti comportavi come se questa fosse una possibilit&agrave; autentica e ti domandavi perch&eacute; io non l'avessi scelta! Non ti &egrave; mai venuto in mente che un essere senziente senza libero arbitrio non &egrave; pi&ugrave; concepibile di quanto lo sia un oggetto fisico che non eserciti attrazione gravitazionale. (E per inciso, l'analogia tra un oggetto fisico che esercita l'attrazione gravitazionale e un essere senziente che esercita il libero arbitrio &egrave; pi&ugrave; stretta di quanto tu pensi!). In tutta onest&agrave;, riesci a immaginarti un essere cosciente privo di libero arbitrio? Come sarebbe mai fatto? Una cosa che secondo me ti ha portato tanto fuori strada nella tua vita &egrave; che ti hanno detto che io ho fatto all'uomo il</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>dono</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">del libero arbitrio. Come se prima avessi creato l'uomo e poi, come ripensandoci, lo avessi dotato di questa ulteriore propriet&agrave; del libero arbitrio. Forse tu penserai che io abbia una sorta di &ldquo;pennello&rdquo; con cui ritocco certe creature col libero arbitrio e altre no. No, il libero arbitrio non &egrave; un &ldquo;extra&rdquo;: esso &egrave; parte integrante dell'essenza stessa della coscienza. Un essere cosciente senza libero arbitrio &egrave; semplicemente un assurdo metafisico.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma allora perch&eacute; mi hai dato corda per tutto questo tempo, discutendo quello che io pensavo fosse un problema morale mentre, come tu dici, la mia confusione di fondo era di natura metafisica?</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><span style="font-family: Comic Sans MS;"><span style="font-size: small;"><span style="color: rgb(0, 51, 102);">(Continua ... )</span></span></span></span></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/dio-e-taoista-parte-iv-169.asp]]></link>
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	<dc:date>2008-07-02T20:45:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Elena</dc:creator>
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