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<title>Nucleosintesi</title><link>http://www.nucleosintesi.net/dblog/</link>
<description>Nucleosintesi</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[LETTERE A LUCILIO - 23.Libro 3]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: center; "><span style="font-size: medium; "><span style="font-family: Arial; "><b><span style="font-size: small; "><span style="color: rgb(51, 153, 102); ">&quot;Impara innanzi tutto a gioire, Lucilio mio.&quot;</span></span></b></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-family: Arial; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; color: rgb(51, 51, 51); ">Pensi che ti scriva quanto &egrave; stato benevolo con noi l'inverno, cos&igrave; mite e breve, quanto sia maligna la primavera, quanto fuori stagione il freddo e altre sciocchezze tipiche di chi non ha argomenti?<br />
Ti scriver&ograve; invece, qualcosa che possa essere utile a entrambi. E che altro se non esortarti alla saggezza?<br />
Chiedi quale ne sia il fondamento? Non compiacersi delle vanit&agrave;.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-family: Arial; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: small; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; color: rgb(51, 51, 51); "> Ho detto il fondamento: dovevo dire il culmine. E lo raggiunge chi sa di che cosa gioire, chi non mette la sua felicit&agrave; nelle mani d'altri; &egrave; preoccupato e insicuro l'uomo che si lascia sedurre da una qualche speranza, anche se l'ha a portata di mano, anche se non &egrave; difficile a realizzarsi, anche se non &egrave; mai stato deluso nelle sue attese.<br />
Impara innanzi tutto a gioire, Lucilio mio.<br />
Pensi davvero che ti voglia privare di molti piaceri perch&eacute; allontano i beni fortuiti e ritengo che si debba evitare il dolce conforto della speranza? Anzi, al contrario, non voglio che ti manchi mai la gioia. Voglio, per&ograve; che ti nasca in casa: e nasce, purch&eacute; scaturisca dall'intimo.<br />
Le altre forme di contentezza non riempiono il cuore; rasserenano il volto, ma sono fugaci, a meno che tu non giudichi felice uno che ride: l'animo deve essere allegro e fiducioso ed ergersi al di sopra di tutto.<br />
Credimi, la vera gioia &egrave; austera. Oppure ritieni che l'uomo sereno e, come dicono questi sdolcinati, gaio in volto, disprezzi la morte, apra la sua casa alla povert&agrave;, tenga a freno i piaceri, si prepari a sopportare i dolori?<br />
Chi medita su questi pensieri prova una grande gioia, anche se poco seducente. Questa gioia voglio che tu la possieda: non verr&agrave; mai meno, una volta che tu sappia da dove derivi.<br />
I metalli vili si trovano in superficie: i pi&ugrave; preziosi sono nascosti, invece, nelle viscere della terra, e procurano un compenso maggiore a chi ha la costanza di scavare.<br />
Quei beni di cui si compiace la massa d&agrave;nno un piacere inconsistente e superficiale: ogni gioia che viene dall'esterno manca di fondamenta: questa, di cui ti parlo e alla quale cerco di condurti, &egrave; reale e si spiega pi&ugrave; intensamente nell'intimo.<br />
Ti prego, carissimo, fa' la sola cosa che pu&ograve; renderti felice: distruggi e calpesta questi beni splendidi solo esteriormente, che uno ti promette o che speri da un altro; aspira al vero bene e godi del tuo. Ma che cosa &egrave; &quot;il tuo&quot;? Te stesso e la parte migliore di te.<br />
Anche il corpo, povera cosa, bench&eacute; non se ne possa fare a meno, stimalo necessario pi&ugrave; che importante; ci procura piaceri vani, di breve durata, di cui necessariamente ci pentiamo e che, se non li frena una grande moderazione, hanno un esito opposto.<br />
Questo dico: il piacere sta sul filo, e si muta in dolore se non ha misura; ma &egrave; difficile tenere una giusta misura in quello che si crede un bene: solo il desiderio, anche intenso, del vero bene &egrave; senza pericoli.<br />
Vuoi sapere che cosa sia il vero bene o da dove venga? Te lo dir&ograve;: dalla buona coscienza, dagli onesti propositi, dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, dal tranquillo e costante tenore di vita di chi segue sempre lo stesso cammino. Quegli uomini che passano da un proposito all'altro o neppure passano, ma si lasciano portare dal caso, come possono avere sicurezza e stabilit&agrave; se sono incerti e instabili?<br />
Sono pochi quelli che decidono di s&eacute; e delle proprie cose a ragion veduta: gli altri, come gli oggetti che galleggiano nei fiumi, non avanzano: vengono trasportati: alcuni sono trattenuti e spostati pi&ugrave; lentamente da una corrente pi&ugrave; debole, altri trascinati con maggiore violenza, altri deposti vicino alla riva da una corrente meno forte, altri gettati in mare dall'impeto delle acque. Dobbiamo, perci&ograve; stabilire che cosa vogliamo e perseverare nei nostri propositi.<br />
&Egrave; arrivato il momento di pagare il mio debito. Posso riferirti una frase del tuo Epicuro e adempiere al vincolo di questa lettera: &quot;&Egrave; penoso cominciare sempre la vita&quot;, oppure, se cos&igrave; il senso &egrave; pi&ugrave; chiaro: &quot;Vivono male quelle persone che cominciano sempre a vivere.&quot;<br />
&quot;Perch&eacute;?&quot; chiedi; difatti questa frase necessita di una spiegazione. Perch&eacute; la loro vita &egrave; sempre incompleta; non pu&ograve; essere pronto alla morte chi proprio allora comincia a vivere. Dobbiamo fare in modo di aver vissuto abbastanza. Ma questo non lo fa chi &egrave; intento proprio allora a tessere la trama della sua esistenza.<br />
Non pensare che uomini del genere siano pochi: sono quasi tutti cos&igrave;. Certi, poi, cominciano quando &egrave; tempo di smettere. Se ti pare strano, aggiunger&ograve; una cosa che ti sembrer&agrave; ancora pi&ugrave; strana: certi uomini finiscono di vivere ancora prima di cominciare.<br />
Stammi bene.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/lettere-a-lucilio-23-libro-3-180.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/lettere-a-lucilio-23-libro-3-180.asp</guid>
	<dc:date>2009-11-30T07:50:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[IL LIBRO DEL NULLA : i testi sacri dell'Induismo]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">La Grande Via non &egrave; difficile per coloro che non hanno alcuna preferenza. Quando Amore e Odio sono entrambi assenti ogni cosa diviene chiara e viene svelata. Ma fai la pi&ugrave; piccola distinzione, e paradiso e terra saranno infinitamente lontani. Se desideri vedere la verit&agrave; non parteggiare a favore o contro. La lotta tra ci&ograve; che uno vuole e ci&ograve; che non vuole &egrave; la malattia della mente. <br />
<br />
I <br />
Quando il profondo significato delle cose non viene compreso la pace essenziale della mente &egrave; disturbata senza alcun vantaggio. La via &egrave; perfetta come un vasto spazio in cui nulla difetti e nulla sia in eccesso. In realt&agrave;, spetta a noi decidere se accettare o rifiutare il fatto che non vediamo la vera natura delle cose. Vivi n&eacute; nelle trappole delle cose esterne, n&eacute; nei sentimenti interiori di vuotezza. Sii sereno senza forzare l'attivit&agrave; nell'interezza delle cose e tali erronee convinzioni scompariranno da sole. Quando provi a interrompere l'attivit&agrave; per conseguire la passivit&agrave; il tuo stesso sforzo ti pervade di attivit&agrave;. Fino a che rimani in un estremo o in un altro non conoscerai mai l'Interezza. Coloro che non vivono nella singola Via trascurano sia attivit&agrave; che passivit&agrave;, affermazione e negazione. <br />
<br />
II<br />
Negare la realt&agrave; delle cose &egrave; non cogliere la loro realt&agrave;; asserire la vanit&agrave; delle cose &egrave; non cogliere la loro realt&agrave;. Pi&ugrave; parli e pensi a ci&ograve;, pi&ugrave; ti allontani dalla verit&agrave;. Smetti di parlare e pensare e non ci sar&agrave; nulla che non sarai in grado di sapere. <br />
<br />
III <br />
Il ritorno alle origini serve a trovare il significato, ma basarsi sulle apparenze significa lasciarsi sfuggire la causa. Al momento dell'illuminazione interiore c'&egrave; un andare al di l&agrave; dell'apparenza e della vacuit&agrave;. I cambiamenti che apparentemente avvengono nel vuoto mondo noi li chiamiamo reali solo a causa della nostra ignoranza. Non cercare la verit&agrave;; smetti solo di avere opinioni. Non rimanere in una condizione dualistica; evita con cura tale perseguimento. Se vi &egrave; una traccia di questo o quello, il giusto e l'errato, la Mente-essenza verr&agrave; persa nella confusione. Sebbene tutte le dualit&agrave; provengano dall'Unico, non avere attaccamento nemmeno ad esso. Quando la mente esiste indisturbata nella Via, niente al mondo pu&ograve; nuocerle, e quando una cosa non pu&ograve; pi&ugrave; nuocere essa cessa di esistere nella vecchio modo. Quando non sorgono pensieri discriminatori, la vecchia mente cessa di esistere. <br />
<br />
IV <br />
Quando gli oggetti del pensiero svaniscono, il soggetto pensante svanisce, poich&eacute; quando la mente sparisce, gli oggetti svaniscono. Le cose sono oggetti a causa del soggetto; la mente &egrave; tale a causa delle cose. Comprendi la relativit&agrave; di questi due e la realt&agrave; basilare: l'unit&agrave; della vacuit&agrave;. In questo Vuoto i due sono indistinguibili e ognuno di essi contiene in s&eacute; il mondo intero. Se non fai differenza tra il grezzo e il fine non sarai tentato al pregiudizio e all'opinione.<br />
<br />
V <br />
Vivere nella Grande Via non &egrave; n&eacute; facile n&eacute; difficile, ma coloro che hanno punti di vista limitati sono timorosi e irrisoluti: pi&ugrave; essi si affrettano, pi&ugrave; lentamente essi vanno, e l'attaccamento non pu&ograve; essere evitato: anche il mostrare attaccamento all'idea dell'illuminazione significa andare fuori strada. Semplicemente lascia che le cose siano cos&igrave; come sono e non vi sar&agrave; n&eacute; andare n&eacute; venire. Obbedisci alla natura delle cose (la tua stessa natura), e camminerai libero e indisturbato. Quando il pensiero &egrave; in catene la verit&agrave; &egrave; nascosta, poich&eacute; tutto &egrave; confuso ed oscuro e la gravosa pratica del giudizio porta molestia e stanchezza. Quali benefici possono derivare dalle distinzioni e separazioni? Se vuoi andare nell'Unica Via non disdegnare neppure il mondo delle sensazioni e delle idee. In verit&agrave;, accettare pienamente essi &egrave; identico alla vera Illuminazione. L'uomo saggio non si sforza per il raggiungimento di alcun fine, ma lo stolto si ostacola da solo. Esiste un solo Dharma, verit&agrave;, legge, non molti; le distinzioni nascono dal bisogno di attaccamento degli ignoranti. Identificare la Mente con la mente discriminante &egrave; il pi&ugrave; grande errore di tutti. <br />
<br />
VI <br />
Calma e inquietudine derivano dall'illusione; con l'illuminazione non vi &egrave; ci&ograve; che si preferisce e cio che &egrave; sgradito. Tutte le dualit&agrave; provengono da deduzioni inconsapevoli. Esse sono come sogni di fiori nell'aria; &egrave; sciocco cercare di afferrarli. Guadagno e perdita, giusto e sbagliato: questi pensieri devono finalmente essere eliminati immediatamente. Se l'occhio non dorme mai, tutti i sogni cesseranno naturalmente. Se la mente non discrimina, le diecimila cose sono cos&igrave; come sono, di sola essenza. Comprendere il mistero di questa Unica-essenza significa essere liberati da ogni impedimento. Quando tutte le cose sono considerate imparzialmente, l'Auto-essenza &egrave; raggiunta. Nessuna comparazione o analogia &egrave; possibile stato privo di causa e relazioni. <br />
<br />
VII <br />
Considera fermo il movimento e l'immobilit&agrave; nel movimento, ed entrambi gli stati di movimento e di quiete scompariranno. Quando tali dualit&agrave; cessano di esistere l'Interezza stessa non pu&ograve; esistere. A tale definitiva finalit&agrave; non pu&ograve; applicarsi nessuna legge o descrizione. Per la mente unificata in accordo con la Via tutte le aspirazioni provenienti dal s&eacute; finiscono. Dubbi e indecisioni svaniscono e la vita in pura fede &egrave; possibile. Con un solo colpo siamo liberati dalla schiavit&ugrave;; niente si attacca a noi e noi non tratteniamo niente. Tutto &egrave; vuoto, chiaro, auto-illuminante, senza l'uso dell'energia della mente. Qui pensiero, sensazione, conoscenza e immaginazione sono di nessun valore. <br />
<br />
VIII <br />
In questo mondo di Similitudine non esiste nemmeno il s&eacute; o l'altro-dal-s&eacute;. Per entrare direttamente in sintonia con questa realt&agrave; quando i dubbi sorgono d&igrave; semplicemente &quot;Non due.&quot; In questo &quot;non due&quot; niente &egrave; separato, niente &egrave; escluso. Non importa quando o dove, illuminazione significa penetrare questa verit&agrave;. E questa verit&agrave; &egrave; al di l&agrave; dell'estensione o diminuzione del tempo o dello spazio; in essa un singolo pensiero dura diecimila anni. <br />
<br />
IX <br />
Vacuit&agrave; qui, Vacuit&agrave; l&igrave;, ma l'universo infinito rimane sempre davanti ai nostri occhi. Infinitamente grande e infinitamente piccolo; nessuna differenza, poich&eacute; le definizioni sono scomparse e non si vedono limiti. Cos&igrave; pure circa l'Essere e il non-Essere. Non perdere tempo in dubbi e discussioni che non hanno nulla a che vedere con ci&ograve;. Una cosa, tutte le cose: si muovono e si mescolano, senza distinzione. Vivere in questa realizzazione significa essere privi di ansiet&agrave; circa la non-perfezione. Vivere in tale fede &egrave; la strada al non-dualismo, poich&eacute; il non-duale &egrave; uno con la mente fiduciosa. Parole! La Via &egrave; oltre il linguaggio, poich&eacute; in essa non c'&egrave; <br />
Nessun ieri <br />
Nessun domani <br />
Nessun oggi. </span></p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/induismo' target='_blank' rel='tag'>induismo</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/+libro+del+nulla' target='_blank' rel='tag'> libro del nulla</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/+filosofia+indiana' target='_blank' rel='tag'> filosofia indiana</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/il-libro-del-nulla-i-testi-sacri-dell-induismo-177.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/il-libro-del-nulla-i-testi-sacri-dell-induismo-177.asp</guid>
	<dc:date>2009-10-31T02:24:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[IL CORPO: MATERIA - SPIRITUALITA' - VERITA' - GIOIA DI VIVERE]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">La radice della sofferenza umana &egrave; nella scissione tra corpo e mente. Tutto ci&ograve; che &egrave; spiritualit&agrave;, amore, sacralit&agrave; &egrave; ridotto a mere credenze simboliche, a processi intellettuali dove &egrave; negato il corpo.<br />
Dimentichiamo che noi siamo simili agli alberi i cui piedi sono radicati nella terra e le braccia sono protese verso il cielo.<br />
Un albero senza radici non pu&ograve; ampliare i suoi rami, &egrave; destinato a morire, se le radici sono instabili, cresce avvizzito, striminzito, senza foglie n&eacute; frutti.<br />
Praticamente vive un quarto di vita. In realt&agrave; la vita parziale che vivono gran parte degli uomini!<br />
Si &egrave; creata la falsa credenza che la forza interiore si esprima nell&rsquo;indifferenza, nella mancanza di emozione, nella negazione dei sentimenti e delle sensazioni. Il continuo autocontrollo, la propensione all&rsquo;inganno, alla manipolazione &egrave; esaltato come espressione do equilibrio e successo dimentiche che questo provoca una grave scissione narcisistica che si ripercuote negativamente nel sociale, nella famiglia, nella salute psicologica.<br />
<br />
Per spogliarsi obiettivamente dalle opinioni precostituite che vedono nel nudo peccato, perversione, malattia e dolore, &egrave; necessario trovare l&rsquo;unit&agrave; tra la testa e il corpo, attraversare il fiume delle emozioni represse con esercizi psicofisici bioenergetici.<br />
<br />
Per raggiungere la salutare armonia necessita affondare nelle pi&ugrave; remote emozioni, riconoscere il nostro diavolo interno, i nostri limiti.<br />
A. Lowen, inventore della Bioenergetica, si esprime cos&igrave;:<br />
&quot;<i>Noi, concepiamo l&rsquo;inferno come un luogo profondo, immerso nelle viscere della terra, ma il nostro inferno personale &egrave; nelle profondit&agrave; del corpo, nella cavit&agrave; pelvica dove &egrave; incatenata la sessualit&agrave;. Qui troviamo le radici della nostra vera spiritualit&agrave;, la base della corrente della Kundalini. E&rsquo; qui, nel grembo che nasce la vita ed &egrave; qui che all&rsquo;inizio proviamo una beatitudine paradisiaca</i>&quot; (1)<br />
<br />
Dall&rsquo;inferno al paradiso, come nella Divina Commedia , dall&rsquo;inconscio profondo al corpo per liberarci dai blocchi energetici, dalle automenzogne castranti, per rischiare la paura di non riconoscersi nel vivere sani e gioiosi!<br />
Per ritrovare nel mondo l&rsquo;innocenza infantile, la verit&agrave; e la spiritualit&agrave; della nostra totalit&agrave;.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: rgb(153, 153, 153);"><i><span style="font-size: small;">(1) A. Lowen, &quot;La spiritualit&agrave; del corpo&quot; , Astrolabio</span></i></span></p>
<p style="text-align: right;"><i>di M. Stallone Alborghetti</i></p><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/bioenergetica' target='_blank' rel='tag'>bioenergetica</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/il-corpo-materia-spiritualita-verita-gioia-di-vivere-174.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/il-corpo-materia-spiritualita-verita-gioia-di-vivere-174.asp</guid>
	<dc:date>2009-04-09T05:49:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LA SEMPLICITA']]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: right;"><i>Tratto da &quot;La ricerca della felicit&agrave;&quot;</i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Vorrei prendere in esame che cos'&egrave; la semplicit&agrave; e, partendo da l&igrave;, arrivare magari alla scoperta della sensibilit&agrave;. Noi sembriamo credere che la semplicit&agrave; sia un'espressione puramente esteriore, una rinuncia: possedere<br />
pochi beni, indossare un perizoma, non avere casa, non fare sfoggio di abiti, avere un piccolo conto in banca. Certamente, questa non &egrave; la semplicit&agrave;, ma soltanto una messinscena esteriore. A me pare che la semplicit&agrave; sia qualcosa<br />
di essenziale, che per&ograve; si realizza soltanto quando cominciamo a comprendere il significato dell'autoconoscenza.<br />
<br />
La semplicit&agrave; non &egrave; il mero adeguamento a uno schema. E' necessaria una notevole intelligenza per essere semplici, e non soltanto conformarsi a un determinato modello, per quanto possa sembrare degno. Purtroppo la maggior parte di noi inizia con l'essere semplice esternamente, nelle cose visibili.<br />
<br />
E' relativamente facile possedere poche cose ed esserne soddisfatti; accontentarsi di poco e, magari, dividere quel poco con altri. Ma, una semplice manifestazione esteriore di semplicit&agrave; nelle cose, in ci&ograve; che si possiede,<br />
non implica certo la semplicit&agrave; dell'essere interiore. Per come va il mondo oggigiorno, infatti, siamo indotti dall'esterno ad appropriarci di un numero sempre crescente di cose. La vita diventa sempre pi&ugrave; complessa. Allo scopo di sfuggire a tutto ci&ograve;, cerchiamo di rinunciare alle cose, di distaccarcene - dalle automobili, dalle case, dalle organizzazioni, dai film, e dalle<br />
innumerevoli circostanze che dall'esterno ci vengono imposte. Pensiamo che basti ritirarsi dal mondo per essere semplici. Molti grandi santi, molti grandi maestri hanno rinunciato al mondo; ma, mi sembra che una simile rinuncia da parte nostra non risolva il problema. La semplicit&agrave;, che &egrave; essenziale e reale, pu&ograve; nascere solo interiormente; e, a partire da l&igrave;, pu&ograve; poi dare luogo a una manifestazione esterna. Il problema &egrave;, dunque, come essere semplici, perch&eacute; la semplicit&agrave; acuisce la sensibilit&agrave;. E' fondamentale avere una mente sensibile, un cuore sensibile, che siano capaci di una percezione e<br />
ricezione rapida.<br />
<br />
E certo si pu&ograve; essere semplici interiormente solo se si comprendono gli innumerevoli impedimenti, legami, paure, che ci imprigionano. Ma alla maggior parte di noi piace essere prigionieri - delle persone, degli oggetti, delle<br />
idee. Dentro di noi siamo prigionieri, anche se esteriormente sembriamo molto semplici. Internamente siamo prigionieri dei nostri desideri, bisogni, ideali, di innumerevoli motivazioni. E' impossibile trovare la semplicit&agrave; se<br />
non si &egrave; liberi dentro. E' per questo che bisogna cominciare la ricerca internamente, non esternamente.<br />
<br />
La comprensione totale del processo della credenza, dei motivi che spingono la mente ad aggrapparsi a una credenza, &egrave; straordinariamente liberatoria.<br />
Quando c'&egrave; libert&agrave; dalle credenze, c'&egrave; semplicit&agrave;. Ma, questa semplicit&agrave; richiede intelligenza, e per essere intelligenti bisogna essere consapevoli dei propri impedimenti. Per essere consapevoli, bisogna essere costantemente vigili,<br />
non radicarsi in una particolare routine, in un particolare schema di pensiero o di azione. Dopo tutto, ci&ograve; che si &egrave; internamente influenza il mondo esterno.<br />
<br />
La societ&agrave; (o qualunque forma di azione) &egrave; la proiezione di noi stessi, e senza trasformazione interiore, le sole leggi incidono assai poco sul mondo esterno; possono produrre certe riforme, certi adeguamenti, ma ci&ograve; che si &egrave;<br />
internamente finisce sempre per prevalere sull'esterno. Se internamente si &egrave; avidi e ambiziosi, se si perseguono certi ideali, alla fine la complessit&agrave; interiore turber&agrave; e sconvolger&agrave; la societ&agrave; esterna, per quanto questa possa<br />
essere attentamente pianificata.<br />
<br />
Ecco, perch&eacute; bisogna cominciare dall'interno - ma non in maniera esclusiva, non rifiutando il mondo esterno. Si arriva all'interno comprendendo l'esterno, scoprendo la sofferenza, la lotta, il dolore che esistono nel mondo; e pi&ugrave; si indaga, pi&ugrave;, naturalmente, ci si avvicina agli stati psicologici che producono i conflitti e le sofferenze esteriori. L'espressione esterna &egrave;<br />
soltanto un'indicazione del nostro stato interiore, ma per comprendere tale stato interiore bisogna accostarsi ad esso attraverso il mondo esterno. La maggior parte di noi fa cos&igrave;. Nel comprendere l'interiorit&agrave; - non esclusivamente,<br />
non rifiutando la realt&agrave; esterna, ma comprendendola e attraverso essa giungendo all'interiorit&agrave; - scopriremo che, mentre procediamo nell'esplorazione delle complessit&agrave; del nostro essere, diventiamo sempre pi&ugrave; sensibili e liberi. E' questa semplicit&agrave; interiore che &egrave; cos&igrave; essenziale, poich&eacute; genera sensibilit&agrave;.<br />
<br />
Una mente che non sia sensibile, n&eacute; vigile o consapevole, &egrave; priva di recettivit&agrave; e incapace di qualunque azione creativa. Il conformismo, come mezzo per conquistare la semplicit&agrave;, di fatto ottunde la mente e il cuore, li rende insensibili. Qualunque forma di coazione autoritaria, imposta dallo Stato, da se stessi, dall'ideale del conseguimento di un fine, e cos&igrave; via, qualunque forma di conformismo, sfociano inevitabilmente nell'insensibilit&agrave;, nella mancanza di semplicit&agrave; interiore. All'esterno ci si pu&ograve; conformare, dando un'impressione di semplicit&agrave;, come fanno tante persone religiose, che<br />
praticano varie forme di disciplina, partecipano a questa o quella organizzazione, meditano in un certo modo, e cos&igrave; via - tutti costoro danno un'impressione esterna di semplicit&agrave;, ma un tale conformismo non ha come esito la semplicit&agrave;. Qualunque tipo di coazione non potr&agrave; mai condurre alla semplicit&agrave;. Al contrario, quanto pi&ugrave; ci si reprime, quanto pi&ugrave; si<br />
sostituisce e si sublima, tanto meno si &egrave; semplici; e viceversa, quanto pi&ugrave; si comprende il processo di sublimazione, repressione, sostituzione, tanto maggiori sono le possibilit&agrave; di essere semplici.<br />
<br />
I nostri problemi - sociali, ambientali, politici, religiosi - sono talmente complessi che li possiamo risolvere soltanto essendo semplici, non diventando straordinariamente eruditi e intellettualmente sofisticati. Una persona semplice vede le cose in maniera molto pi&ugrave; diretta, ha un'esperienza pi&ugrave; immediata delle persone complesse. Le nostre menti sono talmente ingombre della conoscenza di un'infinit&agrave; di dati, di ci&ograve; che altri hanno detto, che siamo divenuti incapaci di essere semplici e di avere noi stessi esperienze dirette. Questi problemi richiedono una nuova impostazione; ma questa &egrave; possibile solo se internamente siamo davvero semplici. Quella semplicit&agrave; scaturisce dall'autoconoscenza, ossia dalla comprensione di noi stessi, delle&nbsp; modalit&agrave; del nostro pensare e sentire, dei movimenti dei nostri pensieri, delle nostre reazioni, di come ci conformiamo per paura all'opinione pubblica, a ci&ograve; che altri dicono, a ci&ograve; che il Buddha, Cristo, i grandi santi hanno detto - tutto questo indica la nostra propensione naturale ad adeguarci, a cercare la sicurezza. Quando si cerca la sicurezza, si &egrave; evidentemente in uno stato di paura e, di conseguenza, non c'&egrave; semplicit&agrave;.<br />
<br />
Se non si &egrave; semplici, non si pu&ograve; essere sensibili - agli alberi, agli uccelli, alle montagne, al vento, a tutte le cose che accadono intorno a noi nel mondo; se non si &egrave; semplici, non si pu&ograve; essere sensibili alle risonanze interne delle cose. La maggior parte di noi vive superficialmente, al livello pi&ugrave; esteriore della coscienza; cerchiamo di essere riflessivi o intelligenti, il che &egrave; sinonimo dell'essere religiosi, oppure cerchiamo di rendere semplici le nostre menti, attraverso la coazione, la disciplina. Ma la semplicit&agrave; non &egrave; questa.<br />
<br />
Quando costringiamo il livello pi&ugrave; superficiale della mente a essere semplice, tale coazione serve solo a irrigidire la mente, non la rende certo duttile, chiara, rapida. E' estremamente arduo essere semplici nel processo complessivo, globale, della nostra coscienza; non deve esserci, infatti, alcuna riserva interiore, bens&igrave; una determinazione a scoprire, a esplorare il processo dell'essere, il che significa essere pronti a recepire ogni implicazione, ogni cenno, essere consapevoli delle proprie paure e delle proprie speranze, esplorarle, ed esserne liberi, sempre pi&ugrave; liberi. Solo allora, quando la mente e il cuore sono davvero semplici, non ricoperti di incrostazioni, possiamo risolvere i numerosi problemi che ci troviamo di fronte.<br />
<br />
La conoscenza non risolver&agrave; i nostri problemi. Potreste sapere, ad esempio, che esiste la reincarnazione, che c'&egrave; continuit&agrave; dopo la morte. Potreste saperlo, non dico che sia cos&igrave;; o potreste esserne convinti. Ma questo non<br />
risolve il problema. La morte non pu&ograve; essere archiviata in base a una teoria, a un'informazione o a una convinzione. E' molto pi&ugrave; misteriosa, molto pi&ugrave; profonda, molto pi&ugrave; creativa di cos&igrave;.<br />
<br />
Bisogna avere la capacit&agrave; di indagare su tutte queste cose con atteggiamento nuovo; solo attraverso l'esperienza diretta, infatti, i nostri problemi possono avere soluzione, e perch&eacute; un'esperienza diretta sia possibile, ci deve essere semplicit&agrave;, il che significa che ci deve essere sensibilit&agrave;. La mente &egrave; offuscata dal peso della conoscenza, &egrave; offuscata dal passato, dal futuro.<br />
Solo una mente che sia capace di adeguarsi al presente in continuazione, attimo per attimo, pu&ograve; essere all'altezza delle potenti influenze e pressioni a cui siamo costantemente sottoposti dall'ambiente che ci circonda.<br />
<br />
Dunque, un uomo religioso non &egrave; quello che indossa una tonaca, o un perizoma, o che consuma un solo pasto al giorno, o che ha fatto innumerevoli voti di essere questo e non essere quello, bens&igrave; quello che &egrave; semplice interiormente, che non tende a diventare alcunch&eacute;. Una mente simile &egrave; capace di una recettivit&agrave; straordinaria, perch&eacute; in essa non ci sono barriere, n&eacute; paure, n&eacute; movimento verso qualcosa; &egrave; dunque capace di ricevere la grazia, Dio, la<br />
verit&agrave;, o quel che vi pare. Un mente che persegue la realt&agrave;, invece, non &egrave; una mente semplice. Una mente che cerca, si affanna, brancola in preda all'agitazione, non &egrave; una mente semplice.<br />
<br />
Una mente che si conforma a un qualunque modello di autorit&agrave;, interna o esterna, non pu&ograve; essere sensibile. E soltanto quando una mente &egrave; veramente sensibile, vigile, consapevole di tutte le proprie vicende, reazioni, pensieri, quando non tende pi&ugrave; a diventare qualcosa, quando non plasma pi&ugrave; se stessa per essere qualcosa, solo allora &egrave; capace di accogliere ci&ograve; che &egrave; la verit&agrave;. Solo allora pu&ograve; esserci felicit&agrave;, poich&eacute; la felicit&agrave; non &egrave; un fine: &egrave; il risultato della realt&agrave;. Quando la mente e il cuore saranno divenuti semplici e dunque sensibili (ma non attraverso forme di coazione, di autorit&agrave; o di imposizione), allora vedremo che i nostri problemi possono essere affrontati con molta semplicit&agrave;. Per quanto complessi tali problemi<br />
siano, saremo in grado di impostarli in maniera nuova e vederli in un'ottica differente. Ecco di cosa c'&egrave; bisogno oggi: di gente che sia capace di affrontare la confusione, l'agitazione, la conflittualit&agrave; della realt&agrave; esterna in maniera nuova, creativa e semplice - non con teorie n&eacute; con formule, di sinistra o di destra che siano. Ma non si pu&ograve; affrontare tutto ci&ograve; in maniera nuova se non si &egrave; semplici.<br />
<br />
I problemi possono essere risolti soltanto se li si imposta in questo modo. Una nuova impostazione non &egrave; possibile se ragioniamo nei termini di precisi schemi di pensiero, religioso, politico o di altra natura. Dobbiamo liberarci di tutte queste cose per essere semplici. Ecco perch&eacute; &egrave; cos&igrave; importante essere consapevoli, avere la capacit&agrave; di comprendere il processo del proprio pensiero, avere una percezione totale di s&eacute;; da ci&ograve; scaturisce una semplicit&agrave;, un'umilt&agrave; che non &egrave; virt&ugrave; o esercizio. L'umilt&agrave; che si conquista attraverso uno sforzo cessa di essere umilt&agrave;. Una mente che si fa umile non &egrave; pi&ugrave; una mente umile.<br />
<br />
Solo quando si &egrave; umili, ma non di un'umilt&agrave; coltivata, solo allora si &egrave; in grado di affrontare i tanti problemi pressanti del<br />
la vita, perch&eacute; non ci si ritiene importanti, non si guarda alle cose attraverso il filtro delle proprie urgenze e del proprio senso di importanza; si considera invece il problema in s&eacute; e cos&igrave; si &egrave; in grado di risolverlo.</span></p><br /><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/mimbo2/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
<a href='http://www.technorati.com/tag/jiddu+krishnamurti' target='_blank' rel='tag'>jiddu krishnamurti</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/la-semplicita--171.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/la-semplicita--171.asp</guid>
	<dc:date>2009-04-09T05:27:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LETTERE A LUCILIO - 15.Libro 2]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;">
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><i><b><span style="color: rgb(51, 153, 102);"><span style=""><span style="">&quot;Noi che non pensiamo quale gioia possa dare non chiedere nulla, come sia meraviglioso essere soddisfatti e non dipendere dalla sorte&quot;</span></span></span></b></i></span></p>
</span><span style="font-size: x-small;"><font face="Arial"><span id="1223304457562S" style="display: none;">&nbsp;</span><span id="1223304434715S" style="display: none;">&nbsp;</span><span style="font-size: small;"><span style="display: none;" id="1223304589466S">&nbsp;</span>1 Era abitudine degli antichi, in uso fino ai miei tempi, scrivere all'inizio delle lettere &quot;Se tu stai bene, ne sono contento, io sto bene&quot;. Giustamente noi diciamo: &quot;Se ti dedichi alla filosofia, ne sono contento&quot;, poich&eacute; alla fin fine questo significa stare bene. Senza la filosofia l'anima &egrave; malata; e anche il corpo, se pure &egrave; in forze, &egrave; sano come pu&ograve; esserlo quello di un pazzo o di un forsennato.<br />
<br />
2 Se vuoi star bene, dunque, cura soprattutto la salute dello spirito, e poi quella del corpo, che non ti coster&agrave; molto. &Egrave; sciocco, mio caro Lucilio, e sconveniente per uno studioso esercitare i muscoli, sviluppare il collo e irrobustire i fianchi; quand'anche ti sarai ingrossato e avrai rinforzato i muscoli, non uguaglierai n&eacute; il vigore, n&eacute; il peso di un bue ben nutrito. Inoltre, se il peso del corpo &egrave; eccessivo, lo spirito ne &egrave; schiacciato ed &egrave; meno agile. Perci&ograve; riduci quanto pi&ugrave; puoi la cura del corpo e lascia spazio allo spirito.<br />
<br />
3 Se uno si occupa troppo del fisico, ha molti fastidi: per prima cosa la fatica degli esercizi ginnici estenua lo spirito e lo rende incapace di concentrarsi e di dedicarsi agli studi pi&ugrave; impegnativi; poi l'abbondanza di cibo ottunde l'acume. A questo aggiungi che come allenatori si prendono schiavi della peggior specie, uomini occupati a ungersi d'olio e a bere, che giudicano soddisfacente una giornata se hanno sudato abbondantemente e se al posto del sudore versato hanno ingerito molto vino che a digiuno fa pi&ugrave; effetto. Bere e sudare &egrave; la vita dell'ammalato di stomaco. <br />
<br />
4 Ci sono, invece, esercizi facili e brevi che spossano s&ugrave;bito il corpo e fanno risparmiare quel tempo che va tenuto in gran conto: la corsa, il sollevamento pesi, il salto in alto, in lungo e quello, per cos&igrave; dire, tipico dei Salii o, per usare una definizione pi&ugrave; volgare, del &quot;lavandaio&quot;: scegli uno qualsiasi di questi semplici e facili esercizi.<br />
<br />
5 Ma qualunque cosa tu faccia, ritorna s&ugrave;bito dal corpo allo spirito ed esercitalo notte e giorno. L'animo si rafforza con poca fatica; n&eacute; il freddo, n&eacute; il caldo e neppure la vecchiaia ne impediscono l'allenamento. Cura quel bene che migliora col tempo. <br />
<br />
6 Non ti dico di stare sempre sui libri o sulle carte: bisogna concedere un po' di riposo allo spirito, quanto basta per distenderlo senza svigorirlo. Una passeggiata in vettura, ad esempio, stimola il corpo e non impedisce lo studio: puoi leggere, dettare, parlare, ascoltare, tutte attivit&agrave; che nemmeno il camminare preclude. <br />
<br />
7 Non trascurare poi il timbro di voce: io ti consiglio di non alzarla per gradi e a intervalli regolari e quindi abbassarla. E se poi volessi imparare come si deve passeggiare? Chiama uno di quelli cui la fame ha insegnato nuovi mestieri: ci sar&agrave; chi regoler&agrave; i tuoi passi e sorveglier&agrave; la bocca mentre mangi: si spinger&agrave; tanto avanti quanto tu concederai alla sua audacia con la tua tolleranza e credulit&agrave;. E allora? Comincerai a parlare gridando e alzando al massimo il tono della voce? &Egrave; naturale, invece, farla crescere a poco a poco: tanto &egrave; vero che anche le parti in causa in tribunale cominciano con calma e finiscono col gridare; nessuno implora subito la protezione dei Quiriti.<br />
<br />
8 Quindi, seguendo il tuo impulso, scagliati contro i vizi, ora con pi&ugrave; veemenza, ora con pi&ugrave; calma, regolandoti come ti suggerisce la voce. E quando la fai ridiscendere e la abbassi, deve calare, non precipitare; deve fuoriuscire in tono misurato, e non violento alla maniera degli zotici ignoranti. Noi non vogliamo che la voce venga educata, ma che educhi.<br />
<br />
9 Ti ho evitato un grosso fastidio: a questo favore aggiunger&ograve; un solo piccolo compenso, anch'esso di provenienza greca. Ecco un precetto straordinario: &quot;La vita degli sciocchi &egrave; spiacevole, inquieta, tutta proiettata al futuro.&quot; &quot;Chi lo dice?&quot; mi chiedi. Quello stesso di prima. Che vita - a tuo parere - si pu&ograve; definire da sciocchi? Quella di Baba o di Issione? No, &egrave; la nostra: una cieca avidit&agrave; ci spinge a ricercare beni che nuoceranno e che certo non ci sazieranno mai; proprio noi che, se qualcosa potesse bastarci, l'avremmo gi&agrave; ottenuta; noi che non pensiamo quale gioia possa dare non chiedere nulla, come sia meraviglioso essere soddisfatti e non dipendere dalla sorte. <br />
<br />
10 Perci&ograve; caro Lucilio, ricorda sempre quanti vantaggi hai conseguito; e quando guarderai quante persone ti stanno davanti, pensa a quante ti sono dietro. Se vuoi essere grato agli d&egrave;i e alla tua vita, pensa al numero degli uomini che hai superato. Ma che hai a che fare tu con gli altri? Hai superato te stesso. <br />
<br />
11 Proponiti una meta da non oltrepassare neppure volendo; allontana finalmente questi beni pieni di insidie; sembrano migliori quando si spera di ottenerli che una volta ottenuti. Se in essi vi fosse sostanza, finirebbero per soddisfare: invece eccitano la sete di chi beve. Lascia da parte le belle apparenze; e il futuro, dominio dell'incerto destino, perch&eacute; implorarlo dalla fortuna? Meglio convincersi a non chiederlo. Perch&eacute;, poi, chiedere? Perch&eacute; ammucchiare, dimenticando la fragilit&agrave; umana? Perch&eacute; affannarsi? Ecco, questo giorno &egrave; l'ultimo; se non lo &egrave;, &egrave; vicino all'ultimo. Stammi bene.</span><span style="display: none;" id="1223304589660E">&nbsp;</span><span id="1223304457701E" style="display: none;">&nbsp;</span><span id="1223304434860E" style="display: none;">&nbsp;</span></font></span></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/lettere-a-lucilio-15-libro-2-170.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nucleosintesi.net/public/post/lettere-a-lucilio-15-libro-2-170.asp</guid>
	<dc:date>2008-10-06T16:43:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dio è taoista? Parte IV]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: rgb(0, 51, 102);"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Comic Sans MS;"><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Be&rsquo;, ti sto parlando, no?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Precisamente! Da questo punto di vista, il tuo atteggiamento nei miei confronti potrebbe essere definito personale. E tuttavia, da un altro punto di vista, non meno valido, mi si pu&ograve; anche vedere come impersonale.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma se tu sei davvero un processo, cio&egrave; una cosa astratta, non riesco a capire che senso possa avere che io parli con un semplice &ldquo;processo&rdquo;.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Mi piace il modo in cui dici &ldquo;semplice&rdquo;. Allo stesso modo potresti dire che vivi in un &ldquo;semplice universo&rdquo;. E poi, perch&eacute; ogni cosa che si fa dovrebbe avere senso? Ha senso parlare con un albero?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">No, naturalmente!<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Eppure molti bambini e molti primitivi lo fanno.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma io non sono n&eacute; un bambino n&eacute; un primitivo.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Eh gi&agrave;, purtroppo.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Perch&eacute; purtroppo? <br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Perch&eacute; molti bambini e molti primitivi hanno un'intuizione primordiale che quelli come te hanno perduto. Francamente penso che ti farebbe un gran bene parlare con un albero ogni tanto, anche pi&ugrave; che parlare con me! Ma ecco che abbiamo di nuovo cambiato argomento! Per l'ultima volta, vorrei che cercassimo di arrivare a capire perch&eacute; ti ho dato il libero arbitrio.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Io ho continuato a pensarci.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Vuoi dire che non hai seguito con attenzione la nostra conversazione?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">S&igrave; che l'ho seguita. Ma nel frattempo, a un altro livello, ho continuato a pensarci.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">E sei arrivato a qualche conclusione?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Dunque, tu dici che il motivo non &egrave; quello di mettere alla prova il nostro merito. E hai confutato il motivo che per godere delle cose noi abbiamo bisogno di sentire che dobbiamo meritarle. E sostieni di essere un utilitarista. E la cosa pi&ugrave; significativa di tutte &egrave; che mi sei sembrato contentissimo quando mi sono reso conto d'un tratto che non &egrave; il peccare in s&eacute; che &egrave; male, ma solo la sofferenza che esso provoca.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma certo! Che altro ci potrebbe essere di male nel peccare?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">D'accordo, tu lo sai e adesso lo so anch'io. Ma purtroppo io ho passato tutta la vita sotto l'influenza di quei moralisti che ritengono che il peccare sia male in s&eacute;. Comunque sia, mettendo insieme tutti questi pezzi, mi viene da pensare che l'unica ragione per cui ci hai dato il libero arbitrio &egrave; perch&eacute; credi che col libero arbitrio gli uomini probabilmente causeranno meno sofferenza agli altri &ndash; e a se stessi &ndash; che senza libero arbitrio.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Bravo! Questa &egrave; di gran lunga la ragione migliore che hai dato finora! Ti posso assicurare che se avessi <i>deciso </i>di darvi il libero arbitrio, l'avrei fatto proprio per questa ragione.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma come! Vuoi dire che non hai deciso di darci il libero arbitrio?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Mio caro, non potevo decidere di darvi il libero arbitrio pi&ugrave; di quanto potessi decidere di fare equiangolo un triangolo equilatero. Naturalmente potevo decidere di fare o di non fare un triangolo equilatero, ma dopo aver deciso di farlo non avevo altra scelta che farlo equiangolo.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Pensavo che tu potessi fare tutto!<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Solo le cose che sono logicamente possibili. Come disse san Tommaso: &ldquo;&Egrave; peccato considerare il fatto che Dio non pu&ograve; fare l'impossibile come una limitazione del Suo potere&rdquo;. Sono d'accordo, solo che invece di dire</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>peccato</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">come fa lui, io direi</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>errore</em></span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Comunque sono ancora sconcertato da quanto mi hai fatto capire, cio&egrave; che non hai deciso di darmi il libero arbitrio.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ebbene, &egrave; giunto il momento di farti sapere che tutta la nostra discussione, fin dall'inizio, si &egrave; basata su una fallacia mostruosa! Abbiamo parlato a un livello puramente morale; tu hai cominciato col lamentarti che io ti abbia dato il libero arbitrio e hai sollevato tutta la questione se avessi dovuto farlo. Non ti &egrave; mai venuto in mente che io non avevo assolutamente alcuna scelta.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Brancolo ancora nel buio!<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Certo! Perch&eacute; sei solo capace di considerare il problema con gli occhi del moralista. Non ti &egrave; mai passato per la testa di considerare i pi&ugrave; fondamentali aspetti</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>metafisici</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">della questione.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Non vedo ancora dove tu voglia andare a parare.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Invece di chiedermi di toglierti il libero arbitrio, non avresti forse dovuto chiedere prima di tutto se ce l'hai, il libero arbitrio?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma io lo davo semplicemente per scontato.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">E perch&eacute;?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Non lo so. Ce l'ho, il libero arbitrio?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Si.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Allora perch&eacute; mi hai detto che non avrei dovuto darlo per scontato?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Perch&eacute; non avresti dovuto. Solo perch&eacute; una cosa &egrave; vera, non ne segue che la si debba dare per scontata.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Comunque mi tranquillizza sapere che la mia intuizione naturale sul fatto che posseggo il libero arbitrio &egrave; giusta. Mi &egrave; successo a volte di temere che abbiano ragione i deterministi.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">I deterministi hanno ragione.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Un momento: il libero arbitrio ce l'ho o non ce l'ho?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ti ho gi&agrave; detto di s&igrave;. Ma questo non significa che il determinismo sia sbagliato.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Insomma, le mie azioni sono determinate dalle leggi della natura o no?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">La parola <i>determinate</i> qui &egrave; una sottile ma possente causa di fraintendimenti, e ha contribuito parecchio a confondere le acque nelle controversie sul libero arbitrio e il determinismo. Le tue azioni sono certamente in accordo con le leggi della natura, ma dire che esse sono <i>determinate</i> dalle leggi della natura crea un'immagine psicologia totalmente fuorviante; fa pensare cio&egrave; che la tua volont&agrave; possa essere in qualche modo in conflitto con le leggi della natura e che questa sia in qualche modo pi&ugrave; potente di te e possa &ldquo;determinare&rdquo; le tue azioni, che tu lo voglia o no. Ma &egrave; semplicemente impossibile che la tua volont&agrave; entri mai in conflitto con la legge naturale. In realt&agrave; tu e la legge naturale siete la stessa identica cosa.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Come sarebbe a dire che io non posso entrare in conflitto con la natura? Supponiamo che io mi intestardissi e</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>determinassi</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">di non obbedire alle leggi della natura. Che cosa potrebbe fermarmi? Se mi intestardissi abbastanza, nemmeno tu potresti fermarmi!<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Hai perfettamente ragione!</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Io</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">certo non potrei fermarti. Nulla potrebbe fermarti. Ma non ci sarebbe alcun bisogno di fermarti, poich&eacute; non potresti neppure cominciare! Goethe ha espresso molto bene tutto ci&ograve;: &ldquo;Nel tentare di opporci alla Natura noi, nell'atto stesso di farlo, operiamo secondo le leggi della natura!&rdquo;. Non capisci che le cosiddette &ldquo;leggi della natura&rdquo; non sono altro che una descrizione di come appunto tu e gli altri esseri</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>agite</em></span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">? Sono semplicemente una descrizione di come tu agisci, non una prescrizione di come dovresti agire, non un potere o una forza che costringe o determina le tue azioni. Per essere valida, una legge della natura deve tener conto di come tu di fatto agisci, o, se preferisci, di come tu scegli di agire.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">In realt&agrave;, dunque, tu sostieni che io sono incapace di determinare di agire contro la legge naturale?<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">&Egrave; interessante che tu abbia usato per due volte l'espressione &ldquo;determinare di agire&rdquo; invece che &ldquo;scegliere di agire&rdquo;. Questa identificazione &egrave; molto frequente. Spesso si usa l'asserzione &ldquo;Sono nella determinazione di far questo&rdquo; come sinonimo di &ldquo;Ho scelto di far questo&rdquo;. Ma proprio questa identificazione psicologica dovrebbe rivelare che il determinismo e la scelta sono molto pi&ugrave; vicini tra loro di quanto potrebbe sembrare. Naturalmente tu potresti benissimo dire che la dottrina del libero arbitrio dice che sei tu a compiere questo atto di determinazione, mentre la dottrina del determinismo afferma, a quanto pare, che le tue azioni sono determinate da qualcosa che con tutta evidenza sta fuori di te. Ma la confusione &egrave; in gran parte causata dalla dicotomia che tu compi dividendo la realt&agrave; in &ldquo;te&rdquo; e &ldquo;non te&rdquo;. Suvvia, dov'&egrave; che in realt&agrave; finisci tu e comincia il resto dell'universo? Oppure, dov'&egrave; che finisce il resto dell'universo e cominci tu? Una volta che tu riesca a vedere il cosiddetto &ldquo;te&rdquo; e la cosiddetta &ldquo;natura&rdquo; come una totalit&agrave; continua, non sarai pi&ugrave; tormentato dal dubbio se sei tu a controllare la natura o la natura a controllare te. E cos&igrave; sparir&agrave; tutto questo pasticcio del conflitto tra libero arbitrio e determinismo. Se mi &egrave; lecito usare un'analogia un po' grossolana, immagina due corpi che si muovano l'uno verso l'altro a causa dell'attrazione gravitazionale. Se fosse senziente, ciascun corpo potrebbe domandarsi se &egrave; lui stesso oppure l'altro a esercitare la &ldquo;forza&rdquo;. In un certo senso la esercitano entrambi, in un certo senso non la esercita n&eacute; l'uno n&eacute; l'altro. Meglio di tutto &egrave; dire che ci&ograve; che conta &egrave; la configurazione dei due.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Poco fa hai detto che tutta la nostra discussione era basata su una fallacia mostruosa, ma ancora non mi hai detto quale sia questa fallacia.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Dio:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma come, &egrave; l'idea che io avrei potuto crearti senza libero arbitrio! Ti comportavi come se questa fosse una possibilit&agrave; autentica e ti domandavi perch&eacute; io non l'avessi scelta! Non ti &egrave; mai venuto in mente che un essere senziente senza libero arbitrio non &egrave; pi&ugrave; concepibile di quanto lo sia un oggetto fisico che non eserciti attrazione gravitazionale. (E per inciso, l'analogia tra un oggetto fisico che esercita l'attrazione gravitazionale e un essere senziente che esercita il libero arbitrio &egrave; pi&ugrave; stretta di quanto tu pensi!). In tutta onest&agrave;, riesci a immaginarti un essere cosciente privo di libero arbitrio? Come sarebbe mai fatto? Una cosa che secondo me ti ha portato tanto fuori strada nella tua vita &egrave; che ti hanno detto che io ho fatto all'uomo il</span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>dono</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">del libero arbitrio. Come se prima avessi creato l'uomo e poi, come ripensandoci, lo avessi dotato di questa ulteriore propriet&agrave; del libero arbitrio. Forse tu penserai che io abbia una sorta di &ldquo;pennello&rdquo; con cui ritocco certe creature col libero arbitrio e altre no. No, il libero arbitrio non &egrave; un &ldquo;extra&rdquo;: esso &egrave; parte integrante dell'essenza stessa della coscienza. Un essere cosciente senza libero arbitrio &egrave; semplicemente un assurdo metafisico.<br />
</span><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><em>Mortale:</em></span> <span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;">Ma allora perch&eacute; mi hai dato corda per tutto questo tempo, discutendo quello che io pensavo fosse un problema morale mentre, come tu dici, la mia confusione di fondo era di natura metafisica?</span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"><span style="font-family: Comic Sans MS;"><span style="font-size: small;"><span style="color: rgb(0, 51, 102);">(Continua ... )</span></span></span></span></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nucleosintesi.net/public/post/dio-e-taoista-parte-iv-169.asp]]></link>
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	<dc:date>2008-07-02T20:45:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Elena</dc:creator>
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