Seneca

LETTERE A LUCILIO - 23.Libro 3

"Impara innanzi tutto a gioire, Lucilio mio."

 

Pensi che ti scriva quanto è stato benevolo con noi l'inverno, così mite e breve, quanto sia maligna la primavera, quanto fuori stagione il freddo e altre sciocchezze tipiche di chi non ha argomenti?
Ti scriverò invece, qualcosa che possa essere utile a entrambi. E che altro se non esortarti alla saggezza?
Chiedi quale ne sia il fondamento? Non compiacersi delle vanità.

Ho detto il fondamento: dovevo dire il culmine. E lo raggiunge chi sa di che cosa gioire, chi non mette la sua felicità nelle mani d'altri; è preoccupato e insicuro l'uomo che si lascia sedurre da una qualche speranza, anche se l'ha a portata di mano, anche se non è difficile a realizzarsi, anche se non è mai stato deluso nelle sue attese.
Impara innanzi tutto a gioire, Lucilio mio....

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Induismo

IL LIBRO DEL NULLA : i testi sacri dell'Induismo

La Grande Via non è difficile per coloro che non hanno alcuna preferenza. Quando Amore e Odio sono entrambi assenti ogni cosa diviene chiara e viene svelata. Ma fai la più piccola distinzione, e paradiso e terra saranno infinitamente lontani. Se desideri vedere la verità non parteggiare a favore o contro. La lotta tra ciò che uno vuole e ciò che non vuole è la malattia della mente.

I
Quando il profondo significato delle cose non viene compreso la pace essenziale della mente è disturbata senza alcun vantaggio. La via è perfetta come un vasto spazio in cui nulla difetti e nulla sia in eccesso. In realtà, spetta a noi decidere se accettare o rifiutare il fatto che non vediamo la vera natura delle cose. Vivi né nelle trappole delle cose esterne, né nei sentimenti interiori di vuotezza. Sii sereno senza forzare l'attività nell'interezza delle cose e tali erronee convinzioni scompariranno da sole. Quando provi a interrompere l'attività per conseguire la passività il tuo stesso sforzo ti pervade di attività. Fino a che rimani in un estremo o in un altro non conoscerai mai l'Interezza. Coloro che non vivono nella singola Via trascurano sia attività che passività, affermazione e negazione. ...

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Bioenergetica

IL CORPO: MATERIA - SPIRITUALITA' - VERITA' - GIOIA DI VIVERE

La radice della sofferenza umana è nella scissione tra corpo e mente. Tutto ciò che è spiritualità, amore, sacralità è ridotto a mere credenze simboliche, a processi intellettuali dove è negato il corpo.
Dimentichiamo che noi siamo simili agli alberi i cui piedi sono radicati nella terra e le braccia sono protese verso il cielo.
Un albero senza radici non può ampliare i suoi rami, è destinato a morire, se le radici sono instabili, cresce avvizzito, striminzito, senza foglie né frutti.
Praticamente vive un quarto di vita. In realtà la vita parziale che vivono gran parte degli uomini!
Si è creata la falsa credenza che la forza interiore si esprima nell’indifferenza, nella mancanza di emozione, nella negazione dei sentimenti e delle sensazioni. Il continuo autocontrollo, la propensione all’inganno, alla manipolazione è esaltato come espressione do equilibrio e successo dimentiche che questo provoca una grave scissione narcisistica che si ripercuote negativamente nel sociale, nella famiglia, nella salute psicologica....

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Jiddu Krishnamurti

LA SEMPLICITA'

Tratto da "La ricerca della felicità"

Vorrei prendere in esame che cos'è la semplicità e, partendo da lì, arrivare magari alla scoperta della sensibilità. Noi sembriamo credere che la semplicità sia un'espressione puramente esteriore, una rinuncia: possedere
pochi beni, indossare un perizoma, non avere casa, non fare sfoggio di abiti, avere un piccolo conto in banca. Certamente, questa non è la semplicità, ma soltanto una messinscena esteriore. A me pare che la semplicità sia qualcosa
di essenziale, che però si realizza soltanto quando cominciamo a comprendere il significato dell'autoconoscenza.

La semplicità non è il mero adeguamento a uno schema. E' necessaria una notevole intelligenza per essere semplici, e non soltanto conformarsi a un determinato modello, per quanto possa sembrare degno. Purtroppo la maggior parte di noi inizia con l'essere semplice esternamente, nelle cose visibili....

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Seneca

LETTERE A LUCILIO - 15.Libro 2

"Noi che non pensiamo quale gioia possa dare non chiedere nulla, come sia meraviglioso essere soddisfatti e non dipendere dalla sorte"

1 Era abitudine degli antichi, in uso fino ai miei tempi, scrivere all'inizio delle lettere "Se tu stai bene, ne sono contento, io sto bene". Giustamente noi diciamo: "Se ti dedichi alla filosofia, ne sono contento", poiché alla fin fine questo significa stare bene. Senza la filosofia l'anima è malata; e anche il corpo, se pure è in forze, è sano come può esserlo quello di un pazzo o di un forsennato....

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Smullyan

Dio è taoista? Parte IV

Mortale: Be’, ti sto parlando, no?
Dio: Precisamente! Da questo punto di vista, il tuo atteggiamento nei miei confronti potrebbe essere definito personale. E tuttavia, da un altro punto di vista, non meno valido, mi si può anche vedere come impersonale.
Mortale: Ma se tu sei davvero un processo, cioè una cosa astratta, non riesco a capire che senso possa avere che io parli con un semplice “processo”.
Dio: Mi piace il modo in cui dici “semplice”. Allo stesso modo potresti dire che vivi in un “semplice universo”. E poi, perché ogni cosa che si fa dovrebbe avere senso? Ha senso parlare con un albero?
Mortale: No, naturalmente!
Dio: Eppure molti bambini e molti primitivi lo fanno.
Mortale: Ma io non sono né un bambino né un primitivo.
Dio: Eh già, purtroppo.
Mortale: Perché purtroppo? ...

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